INDICE - IL SALE N.° 42
L'angolo della poesia L'ANTICO TRABOCCO
Proverbi e modi di dire
L'angolo della post@
GLOBALIZZAZIONE E CATASTROFI dal " Il Gazzettino " - Massimo
Fini
SORPRENDERE - PICCOLI APPUNTI - Il sentire delle persone e l'impegno per il cambiamento
GLI ANARCHICI INSURREZIONALISTI
"Meglio che niente."
Forse di Marx.......
ANNUNCIO!
Il prossimo mese la rivista "IL SALE" dedicherà gran
parte delle proprie pubblicazioni ad affrontare le tematiche inerenti "Il traffico cittadino e i problemi
della vivibilità della città e delle aeree urbane".
Il numero 43 - Aprile 2005 sarà un numero tematico. Siete tutti
invitati a partecipare a questa riflessione collettiva, inviando al nostro indirizzo di posta elettronica scriviailsale@libero.it, articoli, citazioni
e quant' altro desiderate su questo argomento. La vostra partecipazione è importante! Fate sentire la vostra
voce, il giornale è di tutti.
IL SALE
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Saluti ricevuti da "IL SALE"
Ai cari compagni e amici di "Scrivi a il Sale" con molti ringraziamenti x le copie ricevute, tramite
l'amico Piero Lanaro.
Grazie x avere accettato la mia collaborazione.
La rivista è molto bella, con ottime illustrazioni di copertina.
Spero 1 giorno di incontrarvi - Quando sarò in mobilità - Sperando entro l'anno.
Buona Anno - 2005
A presto
Gianni Donaudi
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L'ANTICO TRABOCCO
Girava lento
il sonoro argano di legno
sotto la spinta paziente
del vecchio pescatore,
scalzo e sicuro sul ruvido assito.
Lenta affiorava la rete,
immensa ai miei occhi di bambina,
incantata dal guizzo scintillante
della viva preda, racchiusa
nel fondo inesorabile.
Era il tempo beato delle fate:
tra gli scogli anneriti
danzava il verde cupo dell'anguria,
dono ospitale, immerso
nella fresca corrente e dal pontile
il richiamo del mare
era carezza ai sogni di avventura.
Ora l'argano tace.
Il vecchio getta la rete tra le stelle
nell'eterno silenzio
e l'antico trabocco, ombrato
di salsedine e malinconia,
attende solitario
che nuova mano schiuda
la rugginosa porta e sciolga alfine
la pesante catena del suo sonno.
Amelia Valentini
1° Premio - I Concorso di Poesia "Giuseppe Diomedi", Bandito
dall'Associazione Culturale "I Traboccanti" - Ortona 2002
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Proverbi e modi di dire
La legna accand'ar focu, se nnon z'appiccia se scarda.
La legna accanto al fuoco (focolare), se non arde si scalda.
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L'angolo della post@
Avevano proprio timore che non trovassimo un buon motivo per fare la manifestazione
a rimini...
saluti
Pelle
dal quotidiano "corriere romagna" del 17.02.05
Affari in mimetica
RIMINI - "Non ci sarà nessun problema di sicurezza per i militari americani in transito dall'aeroporto
di Rimini dagli Stati Uniti verso l'Iraq e altre zone del Medio Oriente dove sono presenti basi americane".
Lo afferma il presidente di Aeradria Gabriele Morelli che spiega così la trattativa in corso con la compagnia
aerea americana privata World Airways Inc. "Si tratta - aggiunge Morelli - della possibilità per questa
compagnia aerea privata americana di operare anche dallo scalo riminese trasportando militari in transito dagli
Stati Uniti verso l'Iraq e altre zone del Medio Oriente (Kuwait, Afghanistan...) dove sono presenti basi americane.
I militari saranno solo in transito (sia in andata che al ritorno) e nelle stive degli aerei utilizzati sarà
collocato il loro equipaggiamento. I militari americani durante lo scalo tecnico di Rimini non usciranno dall´aeroporto
e saranno utilizzati per il trasporto aerei MD capaci di 150/160 posti". Morelli precisa come "l'operatività
di questo trasporto truppe dovrebbe partire, se la trattativa si concluderà positivamente, dall'inizio di
marzo". Un comunicato di Aeradria fa un'ipotesi di 50/100 voli al mese come scalo tecnico di cambio di equipaggio
dei velivoli commentando questa iniziativa come "il naturale prolungamento di un rapporto di collaborazione
tra il governo italiano e quello americano anche alla luce delle dotazioni di pista e infrastrutturali che lo scalo
detiene". "Stiamo discutendo - aggiunge Morelli - di un pre-accordo della durata di tre mesi che potrà
continuare. Questa compagnia aerea, che ha vinto l'appalto di trasporto truppe, ci ha chiesto dei servizi a terra
per i loro voli su cui si sta verificando una intesa. Evidentemente prima di arrivare a noi hanno ottenuto delle
autorizzazioni ad operare in Italia da altre autorità. Non sarà un´operazione di guerra e non
va dimenticato che il nostro è un aeroporto militare aperto al traffico civile. Si tratta ovviamente di
una grossa opportunità commerciale per la nostra società e, come presidente, devo curare i suoi interessi
e credo che il Consiglio di amministrazione abbia, in ciò, una sua autonomia e su questo sono pronto ad
assumermi le mie responsabilità. Se i soci vorranno rinunciare all'incasso di diverse centinaia di migliaia
di euro lo dovranno dire chiaramente". Va poi ricordato come presso lo scalo militare abbia la base il 7°
Reggimento Vega e come i suoi elicotteri stiano operando in Iraq. Morelli infine si dice poi fiducioso "anche
delle possibili ricadute turistiche per il nostro territorio da quello che si potrà fare a livello promozionale
(con iniziative da studiare) nei confronti dei militari che faranno ritorno negli Stati Uniti".Intanto qualche
giorno fa è arrivata ad Aeradria una lettera formale di Aksìa dove si accettano le condizioni contrattuali
per l´acquisizione dell´aumento di capitale della società. Si apprende anche che, dal mese di
marzo con il nuovo orario dei voli, dovrebbe operare da Rimini la compagnia aerea scozzese EasyJet con collegamenti
da Berlino, Dortmund e Londra.
Inviato a "IL SALE" da Valerio
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GLOBALIZZAZIONE E CATASTROFI
dal " Il Gazzettino " - Massimo Fini
Lo Tsunami è stato un fenomeno naturale globale che ha inferto un duro colpo proprio alla globalizzazione,
come fatto e come concezione. Sul Foglio, Giuliano Ferrara contesta questa interpretazione sostenendo che lo Tsunami
ha colpito regioni "fra le meno globalizzate" del mondo e proprio per questo ha avuto le conseguenze
devastanti che ha avuto. È vero il contrario. "Globalizzazione" non è lo sviluppo e la
crescita dell'attuale modello economico nei Paesi occidentali che hanno imboccato questa strada da due secoli e
mezzo, dalla Rivoluzione industriale, ma è l'esportazione di questo modello nei mondi "altri",
in quello che noi chiamiamo il "Terzo mondo". Ed è questa globalizzazione contaminante che ha
indebolito le
popolazioni indigene (in questo caso malaysiani, indonesiani, cingalesi, thailandesi e anche indiani) sotto ogni
punto di vista, rendendole, tra l'altro, anche più vulnerabili allo Tsunami.
Se un'onda di pari potenza si fosse abbattuta su quelle coste due o tre secoli fa il disastro sarebbe stato di
gran lunga minore, molti meno i morti, anzi forse non ci sarebbe stato nessun morto. Per alcuni buoni motivi.
1) Perché ci sarebbe stata molto meno gente sulle coste, oggi sovraffollate per sfruttare il turismo occidentale
(o per dir meglio: per essere sfruttati dal turismo occidentale).
2) Perché le mangrovie, oggi in gran parte abbattute per far posto alle spiagge, avrebbero fatto da barriera
all'acqua.
3) Perché capanne di paglia e legno sarebbero state sicuramente spazzate via, ma il legno galleggia e al
legno ci si può aggrappare, mentre le strutture di cemento possono trasformarsi in una trappola senza uscita
e, se cedono, in proiettili mortali.
4) Perché non ci sarebbe il problema delle infrastrutture dato che allora le infrastrutture non esistevano
ma gli indigeni vivevano lo stesso.
5) Perché infine, e soprattutto, la contaminazione con la "way of life" occidentale, la globalizzazione
appunto, ha profondamente pervertito gli istinti vitali di questa gente.In altri tempi queste popolazioni del mare
avrebbero avvertito il pericolo con ampio anticipo, sarebbero state colte da orrore al primo cenno del ritirarsi
delle acque e avrebbero saputo come mettersi in salvo. Invece molti di loro non hanno capito ciò che una
bambina inglese di dieci anni, curiosa di fenomeni naturali, sapeva e che peraltro è intuitivo: che come
le acque dell'oceano si ritirano, non per una marea conosciuta e periodica, la prima cosa da fare è correre
nella direzione opposta con tutto il fiato che si ha in corpo.
La conferma di ciò che dico viene da quanto è successo alle isole Andamane. Le Andamane sono un arcipelago
di piccole isole, le più vicine all'epicentro del terremoto verso Sumatra. Sulla parte, diciamo così,
"civilizzata" delle Andamane (il sette gennaio vi si doveva tenere addirittura il Festival del turismo)
i morti sono stati 9.571 e i dispersi 5.801.
Sulle isole più piccole delle Andamane vivono anche alcuni popoli cosiddetti "primitivi", ma che
i tedeschi chiamano, più correttamente, "popoli della natura" perché vivono allo stato
di natura e in armonia con essa. Tribù che non hanno mai accettato intromissioni, non solo degli occidentali
ma anche degli indiani del cui territorio formalmente fanno parte. Quando si presenta qualche seccatore lo accolgono
con archi e frecce e lo mettono in fuga. Hanno riservato questo trattamento anche a un elicottero che, in questi
giorni, tentava di atterrare, per portare "aiuti", su una spiaggia dove, passata la buriana, i Sentinelesi
- così si chiama una di queste tribù - se ne stavano tranquillamente seduti. I pochi che sono riusciti
ad avvicinare gli Onga delle "Piccole Andamane" o gli Jarawa o i Grandi Andamanesi della minuscola Strail
Island o gli stessi Sentinelesi che vivono nell'isola più remota dell'arcipelago, da cui il nome di North
Sentinel Island (e hanno potuto farlo solo accettando il rituale scambio di doni, perché per millenni fra
le popolazioni malaysiane e polinesiane lo scambio non poteva avvenire se non nella forma del dono e del controdono)
hanno descritto questi "primitivi" come miti, affettuosi, sorridenti, esuberanti". La situazione
è tale che lo stesso governo indiano ha, intelligentemente, vietato, per legge, di prendere contatto con
queste popolazioni. Ogni tanto un funzionario del governo di Nuova Dehli si reca da loro, in visita, compie il
rituale scambio di doni e poi se ne va. Questi contatti molto saltuari li accettano, ma, come ha scritto Viviano
Dominici, "sono decisi a tenersi lontani da tutti e ogni volta che qualcuno tenta di sbarcare nel loro piccolo
mondo loro lo respingono a frecciate".
Ebbene fra questi "primitivi", benché siano stati investiti dal maremoto con molta più
violenza dei più lontani indiani della costa, dei thailandesi, dei cingalesi, non c'è stato nemmeno
un morto. La ragione è
molto semplice e la spiega una responsabile della Croce Rossa, la dottoressa Namita Ali: "Sono più
furbi dei cosiddetti civilizzati: conoscono l'oceano, non costruiscono le abitazioni sulla spiaggia ma sulle colline".
E quelli che stavano sulle rive, per qualche loro faccenda, appena hanno visto il mare ritirarsi sono scappati
sulle alture.
Sono cose che dovrebbero far meditare. Invece mi pare che la grande macchina delle sottoscrizioni internazionali,
globali, sia presa soprattutto dall'ansia di ripristinare al più presto la situazione di prima, di ricostruire,
di ricreare quei Paradisi artificiali, come se volessimo cancellare e rimuovere un incubo senza farsi troppe domande
sul perché lo abbiamo vissuto. E senza rendersi conto che la potente onda di quel denaro potrebbe rivelarsi,
alla lunga, più devastante di quella dello Tsunami.
articolo proposto da Michele Meomartino
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SORPRENDERE - PICCOLI APPUNTI
Il sentire delle persone e l'impegno per il cambiamento
Come vivono le persone di questo mondo?
Hanno un modo di sostentamento?
Riescono ad alimentarsi in modo sufficiente?
Hanno un luogo dove vivere?
Hanno la possibilità di un'istruzione adeguata?
Hanno la possibilità di realizzarsi come persone,
di vivere il proprio
sentire?
Ritengo che la realizzazione di se stessi e la cultura siano degli argomenti prioritari nella vita delle persone,
e da ciò dipenda la soluzione delle altre cose riguardanti la loro vita: il lavoro, la casa, il tempo libero,
et.
Il mondo dei sentimenti e qualsiasi credo religioso o l'ateismo rimangono dei fattori importanti nel nostro
vivere.
La nostra famiglia di provenienza, l'amicizia, l'amore sono basilari nel nostro condurre la vita.
Come viviamo nella nostra famiglia, quali rapporti vivono i nostri genitori, quali rapporti si hanno con i figli,
che rapporti ci sono tra sorelle/fratelli, come si vive con i più anziani?
Come viviamo l'amicizia?
1) Come viviamo il sentimento d'amore per il nostro/a compagno/a?
Quanto quest'ultimo sentimento che ci avvolge, tra esseri, è vissuto con consapevolezza, rispetto, crescita,
solarità?
Vediamo che, da diverse ricerche fatte a livello europeo, risulta che ci siano diversi casi di violenza nell'ambito
familiare, l'Italia tra i paesi europei è quello dove i casi sono preponderanti (53%), il problema della
pedofilia è molto più diffuso di quello che sembra e vede coinvolte in alcuni casi anche le madri
dei bambini, la psicanalista francese Christiane Olivier nel suo libro "Noi figlie di Eva" afferma che
solo il 5% degli uomini esercita la funzione paterna per quanto riguarda l'alimentazione, l'igiene, il gioco e
l'educazione, d'altra parte un dato italiano (in aumento) rileva che il 14% dei padri ha utilizzato i permessi
lavorativi per la cura dei figli.
2) La nostra concezione della vita, dell'esistenza, della persona, il nostro ateismo o il nostro credere religioso
sono fattori importanti del nostro vivere.
Aprendo una parentesi io considero l'ateismo, qualora vissuto con coscien-za e centrato sull'essere umano un modo
di vita degno di essere come tutte le religioni.
Intendo la concezione personale della vita come parte del convivere nella società; perciò chi voglia
modificare la società deve porre come punto basilare il come le persone vivano nella società, certamente
per quello che riguarda i bisogni primari: lavoro, alimentazione, casa, vestiario, istruzione, tempo libero et.
Ma ritengo che siano momenti importanti di interesse i rapporti nella famiglia di provenienza, nelle nuove famiglie
che si costruiscono; la realizzazione delle persone nella loro complessità.
Il problema della concezione dell'uomo soprattutto per quanto riguarda le religioni dovrebbe essere affrontato
soltanto a livello culturale, se una religione risulta sfavorevole al cittadino si dovrebbe affrontare le criticità
di codesto credo, ma, è questo rimane una priorità, senza limitare la libertà di fede di nessuno,
tranne quando la religione possa nuocere fisicamente a qualcuno, considerandone anche le ricchezze materiali delle
gerarchie religiose.
La nuova società ha il compito maggiore nella realizzazione della persona, perciò se il credo
religioso serva a realizzarla deve essere libero.
Pierre Sorprendre
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GLI ANARCHICI INSURREZIONALISTI
(Seconda ed ultima parte)
Da una lettura particolareggiata dell'introduzione, così come del resto dell'opuscolo, anche se in forma
più generica, ma anche da tante letture mie precedenti di scritti anarchici, mi sono fatto l'idea, spero
sbagliata, che gli anarchici in generale conoscono molto poco gli scritti dei marxisti rivoluzionari, cioè
dei dissidenti di sinistra del movimento comunista mondiale. In genere essi tendono a fare dei comunisti "di
tutta un'erba un fascio", senza vedere che sono erbe diverse, e così buttano tutto via. Altrimenti
Bonanno nell'introduzione non farebbe tanta fatica a spiegare la differenza tra Ribelle e Rivoluzionario e la necessità
per il Ribelle individuale di abbracciare un "progetto" sociale. Mi sembra la scoperta dell'acqua calda!
Queste cose me le hanno insegnate 40 anni fa nella organizzazione trotskista in cui ho militato per 13 anni. Con
questo non voglio dire che tale organizzazione fosse perfetta. Tutt'altro! Perchè insieme a cose corrette
me ne hanno insegnate altre sbagliate. Però voglio costatare un fenomeno reale, cioè che c'è
poca comunicazione e conoscenza all'interno della sinistra rivoluzionaria. Ognuno vive nel suo gruppo ideologico,
in compartimenti stagno, isolato.
La stessa cosa avveniva nella organizzazione in cui io ho militato: si sapeva "vita-morte e miracoli!"
di Trotsky ma non si sapeva niente dell'Anarchia nè di altre tendenze rivoluzionarie. L'ho dovuto imparare
per mio conto quando sono uscito da questa organizzazione circa 30 anni fa.
Durante la mia militanza trotskista ed anche dopo, tutte le volte che mi incontravo con compagni anarchici, veniva
quasi sempre fuori la questione di Kronstadt, cioè la repressione violenta che Trotsky ed il Governo russo
del 1921 fecero nei confronti della insurrezione anarchica di questa città. Trotsky, Lenin e gli altri dirigenti
bolscevichi dettero le loro giustificazioni ma, secondo me, fu un grande errore che contribuì ad aprire
le porte alla involuzione burocratica e dittatoriale di Stalin e dello stalinismo. Su questo fatto gli Anarchici
hanno pienamente ragione, però non ho mai sentito un anarchico ammettere che loro hanno commesso lo stesso
errore in Spagna, il 4 novembre 1936, quando sono entrati con quattro ministri nel Governo Repubblicano borghese,
diretto da Largo Caballero, insieme ai Comunisti, Socialisti e Repubblicani. Tale Governo svolse un ruolo dannosissimo
in quanto ripristinò gli organismi istituzionali borghesi, smantellando tutte le organizzazioni di base
create durante la mobilitazione delle masse nel luglio 1936, quando sconfissero il Colpo di Stato del generale
Franco.
Fu un grosso errore! Gli anarchici spagnoli giustificarono questo ed altri abbandoni dei propri principi dicendo
che era un cedimento momentaneo e che c'era il pericolo di una vittoria dei fascisti; I comunisti russi del 1921
con la repressione di Kronstadt sostanzialmente si giustificarono nello stesso modo: era un momento particolare,
con una guerra civile in atto e con il pericolo della vittoria delle "Guardie Bianche" e della reazione
mondiale.
Come si può vedere entrambi si fecero Stato ed ubbidirono alla "ragion di Stato" abbandonando
i propri principi di Libertà e Democrazia. Le conseguenze di questi errori le conosciamo tutti: la degenerazione
burocratica-dittatoriale della Rivoluzione Russa e la sconfitta della Rivoluzione Spagnola.
Io penso che anche se questi avvenimenti rivoluzionari si fossero svolti in modo corretto non avrebbero potuto
trionfare ugualmente perchè le forze reazionarie erano troppo forti ed i popoli troppo immaturi. Però
c'è da fare una considerazione: una sconfitta dovuta alla superiorità quantitativa delle forze nemiche
distrugge le forze rivoluzionarie ma lascia in piedi le loro idee, i principi e l'esempio, mentre una sconfitta
dovuta non solo alla superiorità quantitativa ma anche al cambiamento qualitativo
delle idee e dei principi rivoluzionari ed all'acquisizione di quelli del nemico, diventa una catastrofe storica
in quanto fa apparire le idee del nemico superiori e quelle rivoluzionarie irrealizzabili.
Tali errori si pagano per generazioni e generazioni ed è quello che è avvenuto con il Movimento Comunista
Mondiale, di cui oggi stiamo pagando le conseguenze.
Tornando all'opuscolo di Bonanno, di cui sto parlando, io penso che se gli anarco-insurrezionalisti dovessero avere
seguito di massa, distruggerebbero il potere capitalista creando un vuoto di potere, che riempirebbero con la propria
"organizzazione informale". In questo modo loro si troverebbero al vertice di una struttura organizzativa
ed a svolgere un ruolo di guida che, obiettivamente, li trasformerebbe in un nuovo potere. Essendo la loro politica
centrata essenzialmente sulla "conflittualità permanente e l'attacco", e non sull'emancipazione
e la Democrazia Diretta, io penso che finirebbero per fare un regime dittatoriale. Anche in questo caso mi augurerei
di sbagliare!
Io penso che, dato lo "sconquasso" del sistema capitalista, prima o poi, in qualche angolo del pianeta,
ai movimenti rivoluzionari si ripresenterà la possibilità di prendere il potere. Credo che sarebbe
bene farlo, però basandosi totalmente sugli organismi di base, il pluralismo delle idee e delle organizzazioni,
sull' autogestione e la democrazia diretta, sulla giustizia e la piena libertà per tutti, naturalmente bloccando
coloro che vogliono ostacolare tale diritto per imporre i propri privilegi. L'uso e l'applicazione di tali principi
porterebbe alla emancipazione della gente ed alla estinzione di ogni forma di potere e di Stato.
A mio parere gli anarco-insurrezionalisti, senza volerlo, ricalcano l'esempio delle rivoluzioni precedenti (Russa,
Spagnola, Cinese, Cubana ecc.) che si sono svolte prendendo il potere in forma autoritaria, con un partito o altro
tipo di organizzazione che faceva da guida, per poi, una volta al potere, fare una società libera. Questo
modello, è ampiamente dimostrato, non ha proprio funzionato e tutte queste organizzazioni che hanno preso
il potere si sono trasformate in dittature talmente forti che, per raggiungere la libertà e la giustizia,
ci vorrà ancora un'altra rivoluzione di popolo.
Conclusione personale: i principi rivoluzionari, di giustizia, di uguaglianza, di democrazia diretta e di libertà
si applicano sin da subito e non si lasciano più, qualunque sia il momento storico, qualunque sia la quantità
delle persone che li applicano.
Bonanno conclude l'introduzione dicendo: "In fondo questo libro è un contributo al grande problema
del "Che fare?" (Pag.15). Si vede che è una persona spinta da buone intenzioni…..ed ha ragione
quando dice che è un grande problema…..anche Lenin se lo pose…..per risolverlo è necessario che se
lo pongano tutti coloro, me compreso, che vogliono cambiare questo "mostro di società", cioè
una società in cui l'aspetto sociale si rimpicciolisce sempre più mentre si ingrandisce quello mostruoso.
Antonio Mucci
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"Meglio che niente."
Ridevo in faccia a tal galoppino, mentre commiseravo la sua estraneità-avversione, quasi tutta, mentre sfastidiavo
per l'arroganza di tal onobate ed altro ancora.
Ancora, comunque, mi torna in mente questa sua replica consona a tant'altre sue.
Noi si discuteva di aiuti-elemosine-elargizioni-sovvenzioni private di Magnanimi, i quali, dopo aver abbastanza
mangiato nei loro trogoli sui-loro, suini-loro, di porcellana, .......... dopo detti-abboniti-bonari, per meglio
coscienzarsi, aprivano il loro porta-fogli e ............... Ossa ai Cani! CHE PIETA'-Pìetas!
La romana Pietas, anche quella della cicogna di Petronio, evolve verso quella clericale permettendo al mio interlocutore-pedante
di sentenziarmi che detti-cinquecento-milioni devoluti da suoi esemplari civili-concittadini ......... permettevano
ad una deperita turba deperente di non deperire di lì a breve........... di certo alcuni si sarebbero salvati.................e
ciò era di certo Meglio che niente.
Quanta Misericordia! Quanta pena d'animo per i sofferenti!
O quanti pugnaletti forzati in membre ormai prossime alla loro scissione con l'Animo ........ ormai pronto a gioimenti
eterni o a sofferenze perenni! Sì perchè Misericordia vale sia per il primo senso che per il secondo:
non essendo specificato.......... rimaniamo col Cartesio primario-dubbioso, molto più serio e convincente
del secondo dommatico euclideo imbecille gioioso della sua piccola certezza dubbiosissima-inqualificata.
Dare, Dare......... dare per ottenere ricompense superiori........ dare Date-Date-Date.
Noi, mentre ci striscia questo eco nella dura-madre, vediamo che non varca, questo Motto, i varchi offerti dalle
altre due meningi............ sull'aracnoide oggi siede una tarantola.
Per "dare" è lapalissiano che il donatore debba già "avere", e che abbia FORSE
più di quanto necessiti ai capelli del suo calvocranio.............. mentre il bisognoso (i bisognosi) han
criniere strozzate a coda di cavallo per tacitarne i lamenti di fame atavica.
Questo nostro mondo, che è pieno di lapalissiani, anch'essi eikartianamente figli del Buon_Dio, ci induce
a scontrarci con un altro lapalissiano che.......... Invece di prender troppo ed esser costretti poi a dare.........
perchè non prendere un pò meno?
Sfortuna volle che un Carlo tedesco volle puntualizzare e Sentenziò:
Ciascuno prenda quanto gli abbisogna e dia quanto può.
Povero Kant orologiaio delle otto-in punto!
Povero clero che ............... che non si perse d'animo, anzi liberò tutti i suoi animosi-spiriti confutatori
e pretese di conoscere il menù di detto Carlo arrogante!
Volevano sapere pubblicamente se avesse ANCORA ingerito carne di infanti!
Mangiare infanti è sacrilego.......... premettevano in un coro-giugulatorio.
Il Pedagogo ........ spinge l'infante, il Pedofilo ama l'infante, il Pederasta gli usa violenza, la civilizzazione-ultima
realizza eserciti armati di bimbi e li soldateggia al prezzo di poche caramellllle............. altro che Gorillas-Mercenari
da migliaia di euri al mese.
Eppure, cioè inoltre-poi, si ascoltava "Un che candidavasi in alcuna Sinistra" il quale spottizzava
iniziando la sua proloquia con ............: "NOI CHIEDIAMO CHE...........".
Noi a chiedere ci vergogneremmo. Noi non Crediamo che.......... perchè già credere è cosa
clericale. Noi non capiamo ..............perchè non tendiamo alcuna mano-cheir a Capere-Prendere .........
. Noi non Diciamo neanche, non diciamo ad alcuno ............ ricerchiamo in noi stessi Convinzioni-Vincenti-Con-Insieme
a Quanti hanno forza e piacere di differenziarsi da questo Commercio ormai trimillenario più lungo di qualsiasi
altro verme affilatissimo. Vermi veri imperatori nostrani-ultimi suggeriva Guglielmo.
R I V I S I T A Z I O N E di quanto accennato:
"il discorso" preposto non è che una praeposizione: è cioè un insieme di parole
miranti a racchiudere un'idea da offrire..............dato che in noi pare essere costretta, desiderosa di uscire...................................................................
ma........... una volta uscita, appena uscita ............................................................ Solo
una cosa riconosco grande - scriveva Archiloco - a chi mi fa male, ricambiare con mali terribili.
Ciò mentre Esiodo già aveva proposto: Ama chi t'ama, con quel suo dolcissimo Ton fileonta filein.
Cosa e quanto supportasse il dire di Archiloco........ è cosa che meglio possiamo intendere quando cercheremo
di scire-scindere-sciscitare ciò che supporta altrui scienza propositiva impositiva.
Quando cioè altri ci propongono che la Democrazia sia Civiltà giustamente superiore .............
e cioè che Giudici e Delatori e Soldataglia ed aizzanti neri Preti variamente suffragano.......... e la
"morale" dominante ci si contrappone con fermezza esplosiva, con risolutezza letale con tacitamenti ...........
tacitamenti che mirano ad affratellarci alle bestie già prive di grammatica, capaci solo di ululare-sbraitare-ringhiare-mugghiare......
pazienza se volatili-rettili diffondano armonie alle quali "gli evoluti" s'ispirano scimmiottandole.
Il "parlare" sempre-spesso tradisce la bocca-orifizio che lo genera.
Sempre, semprechè esso non sia mascherato, ianadattico-gianico, non sia cifrato od ironico ricco cioè
di ironia propria ........... non di ipocrisia vestita di ironiche sembianze.
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Pacificatori di democrazie, con elargizioni da messionari e da messili, buonisti letali ............. convinti
che il loro sommo bene sia alfine oltremontano e ad esso sospingono noi ............. chi mai vorrà interloquire
con voi, chi mai amerà dibattersi con voi .............
Pur se le nostre idee non attecchiranno in cuori servili ........... cosa importa? Che vale?
A noi........... a noi basta che certi nostri ragionamenti, leopardianamente, soddisfino noi stessi, ci facciano
capaci della loro relativa validità................. e ciò facendo ci rendano allegri, facendoci
vivere fino alla morte, a dispetto degli invidiosi.
Stelio.
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Forse di Marx
c'è molto da buttar via ma non il suo pensiero sulla religione come oppio dei popoli. Se si pensa alle guerre
di religione nei balcani, nell'oriente e nel mondo intero(non è guerra di fedi quella tra Bush e il terrorismo?);
al rincrudirsi di dogmi cattolici o islamici che mandano in soffitta ogni residuo di modernità illuminista
e di progresso scientifico ; al riorganizzarsi di crociate sulla fecondazione eterologa anche da armate brancaleoniche
di teocon - come si chiamano questi nuovi guerrieri della fede - fino ad ieri laici o addirittura comunisti (il
Foglio di Giuliano Ferrara è un Osservatore Romano più aggressivo) ; agli irakeni che vanno a votare
perché un ayatollah li guida con minacce di poco democratiche vendette di Allah ; all'invasione massmediatica
di tutto quello che concerne la salute del papa(sarà il vicario di Cristo, farà pena per i suoi acciacchi,
ma quanta idolatria e quanto cinismo nello sfruttarne l'immagine fino all'ultimo mentre è ormai svuotata
di potere) : se si pensa a tutto questo e al condizionamento delle teste che ne consegue c'è da disperare.
Ma il veleno sottile del lavaggio cerebrale si avverte in piccoli episodi. Ad esempio mi capita di ascoltare alla
radio(a Radio3 per la precisione che parrebbe la meno confessionale, figuriamoci le altre)un'intervista di un giornalista
all'attrice Claudia Koll, che dopo una cotta per Bertinotti è rientrata nel grembo caldo di Mamma Chiesa
Romana. Il giornalista esordisce con tono ispirato, quasi di venerazione: "Ora ascoltiamo una persona che
è bella fuori ma soprattutto è bella dentro". Come farà a saperlo è un mistero(avrà
fatto una risonanza all'anima della depositaria di tanta venustà? una tac?una seduta psicanalitica?), ma
l'allusione è alla nuova milizia dell'attrice, quella di paladina di Cristo dopo esserlo stata del leader
di Rifondazione. L'intervistatore prosegue sempre più estasiato e con domande via via più misticheggianti,
come se si rivolgesse a Santa Chiara di Assisi. La due volte bella,intus et in cute, invece di intimargli "smettila,
cretino!" o "non farmi ridere", asseconda le ruffianerie dell'altro e dice con voce estenuata, come
se parlasse da una nuvola:"Vivevo nelle tenebre(non pagava la bolletta?)…ho scoperto la verità nella
carità e nella presenza di dio(ma dio guarderà anche i suoi film vietati ai minori? le sue epifanie
sui settimanali rosa?)…ho compreso che la santità è nelle cose piccolissime, l'altro giorno ho aiutato
una vecchia signora a portare la busta della spesa e quella mi ha sorriso(che maleducata, nemmeno grazie…)…la volontà
di dio è gioia come per madre Teresa(ma lo sai bellina che la santa albanese rifiutava di curare chi non
si convertiva? E che il libro di un giornalista inglese che ha documentato queste cose non è mai stato tradotto
nei paesi cattolici, a cominciare dal tuo? e, comunque, il tuo modello di vita è lontano anni luce da quello
della Camerlenga di Calcutta?)…". Il signor Giovanni Paolo Fontana- è il giornalista genuflesso e adorante
dinanzi alla Koll - penserà di aver allestito un servizio miracoloso agli ascoltatori e invece ha rifilato
la patacca di una ruffianeria senza limiti in nome del giornalismo indipendente.Ma la religione non dovrebbe essere
fatto privato, segreto o intimità di coscienza, interiorità da tutelare e non da sbattere sul muso
degli altri? Antonio Socci, lo scalatore di carriere alla RAI(ma come amano le gioie terrene questi gigli di virtù!),
che misura il tasso di cattolicesimo a chiunque gli capiti a tiro, non ha niente da dire del malcostume, della
modica deontologia del suo collega che porge l'ostensorio ad un'attricetta meritevole solo di essere di aspetto
gradevole?
Un altro episodio mi ha incuriosito(si fa per dire). L'ingegner Roberto Castelli, ministro della Giustizia, si
è sposato con rito cattolico, ma anni prima si era sposato con rito celtico, ossia con un'invenzione da
buontemponi un po' brilli, infatti aveva brindato con "il sidro che le mani delle nostre donne hanno spremuto
dai frutti della terra genitrice". Non c'è da stupirsi, di queste capriole matrimoniali dei politici
sono piene le cronache. Non era divorziato il fu Almirante che si era opposto fieramente al divorzio? Quante famiglie,
tutte cattoliche, ha l'amato e cattolicissimo premier-Cavaliere, che si vanta di avere una sorella suora, come
se il mancato matrimonio della congiunta gli dava il diritto di sposarsi due volte(per ora)? Francesco Rutelli
il piacione, l'uomo che si specchia e si ascolta quando apre bocca, un tempo radicale e laicissimo(i radicali sono
sempre al superlativo, soprattutto gli ex), sposato civilmente con la onninvadente Palombelli, non si è
affrettato a regolarizzare tutto in chiesa, quando ha cambiato casacca, è diventato sindaco di Roma e ha
scoperto come sia necessario piegare la schiena dinanzi al papa? A meravigliare non sono i comportamenti meschinamente
pagliacceschi di questi trasformisti, né i loro calcoli di bottega elettorale(il Bossi che tuonava contro
la "setta" della Chiesa, faceva il rito sacro dell'ampolla lungo il Po, accusava il papa di aver investito
nel potere temporale nello Ior e nei Marcinkus, non va oggi quasi cosparso di cenere a far battezzare il figlio
Eridiano Sirio a Cimamulera?), né che i Galli Della Loggia o i Sergio Romano o i Pigì Battista ,
tutti i predicatori della laicità , stiano zitti e passivi, ma che nemmeno un prete, un Don Ciotti o uno
dei tanti che popolano fastidiosamente il video, abbia il coraggio di dire basta, siete dei cialtroni, la religione
è una cosa seria, Cristo non è morto per essere preso in giro.
Ma perché i più, la maggior parte, miliardi di esseri umani, continuano a credere in questo o quel
dio? Ed è vero che il Cristianesimo avrà un boom nel nuovo secolo, anche se la grande maggioranza
dei fedeli non sarà bianca, né europea, né euroamericana ? Secondo la World Christian Encyclopedia,oggi
ci sono circa due miliardi di cristiani,un terzo della popolazione totale del pianeta,di cui 560 milioni in Europa,
480 milioni in America Latina, 360 in Africa e 313 in Asia. Ma, secondo una proiezione di Philip Jenkins, storico
delle religioni, nel 2025 si avranno 2, 6 miliardi di cristiani, di cui 633 milioni in Africa, 640 in America Latina,
460 in Asia, con un concentramento di cristiani in Africa e America Latina. Se si tiene conto della proiezione
che valuta nel 2050 metà dei cristiani nel pianeta in questi due continenti, si capirà come il Cristianesimo,
braccio secolare dell'imperialismo occidentale, stia andando verso il Sud..Il Cristianesimo si sta diffondendo
tra i poveri e i perseguitati, tra gli africani e i latino-americani, più sensibili al Sermone della Montagna
del Nuovo Testamento, alle parole di Gesù che chiamava "beati" i poveri totali. Se per Marx la
religione è legata al sottosviluppo e ai sistemi culturali premoderni, assisteremmo ad una conferma della
sua visione al di là della sua teoria. Infatti nei paesi sottosviluppati il Cristianesimo si rafforzerebbe
nonostante la forte concorrenza dell'Islam (lo storico Samuel P.Huntington , nel suo libro Lo scontro delle civiltà
e il nuovo ordine mondiale sostiene che alle lunghe trionferà Maometto, ma le proiezioni di Jenkins prevedono
che nel 2050 nel mondo ci dovrebbero essere circa tre cristiani ogni due musulmani, il 34% della popolazione mondiale
sarà cristiana), ma non si atrofizzerebbe tra i ricchi e gli agiati, come dimostra la sua diffusione nell'area
del Pacifico e negli Stati Uniti, in zone cioè con professionisti e gruppi di orientamento altamente tecnologico.
Insomma secondo gli studi degli storici delle religioni le religioni sono in crescita, il soprannaturale esercita
sempre più fascino a scapito della politica, i miracoli e i fatti taumaturgici alonati di mistero o solo
di truffa lontana un miglio(compresi le Madonne che piangono sangue, i Padre Pio che consolano scienziati e mammasantissima,
ecc.) aumenteranno, si moltiplicheranno somiglianze tra le chiese dominanti e quelle del Medioevo, la droga delle
religioni toccherà picchi mai registrati in altre epoche storiche. Che dire e che fare? Non resta che consolarsi
con Luis Bunuel, che da buon spagnolo conosceva bene fasti e nefasti del Cattolicesimo : siamo atei, grazie a dio.
Giacomo D'Angelo
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