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INDICE - IL SALE N.° 44
Traffic
Chiamare alla partecipazione
DOLCE SOFFERENZA
SI PUO' ESPORTARE LA DEMOCRAZIA?
Incontro con la chimera
Julius evola - Fenomelogia dell' individuo assoluto
Anarchia & transgenderismo: in lotta su... (seconda parte)
Eros
La vi$ita del Kavaliere
Porchetta 2005 ovvero le elezioni regionali
Papa Giovanni Paolo II
Diciamo sempre subordinati e venerando i facienti.......
Loretani si nasce
Nuovo o vecchio governatore?
Considerazioni generali sulla pubblicazione di una nuova serie
della
rivista comunitarismo
(prima parte)
Pianificazione ecologica a Pescara
Mc Harng Capo del Dipartimento di Architettura del Paesaggio e di pianificazione Regionale all'Università
di Pennysilvania, che da tempo teorizza metodi basati sull'esistenza di un "determinismo fisiologico"
o ecologico fa prevalere al momento delle scelte di intervento sul territorio le "ragioni della natura"
sulla presunta razionalità economica e sociale dei parametri dell'urbanistica legittimando con ciò
solo usi del suolo che ne consentono la conservazione, la rigenerazione ed utilizzi alternativi per tempi lunghi.
La natura offre all'uomo una serie di funzioni vitali e può continuare a farlo solo se si eseguono opere
in accordo con i ritmi del paesaggio. Il paesaggio è la risultante di un insieme di componenti sovrapposte
e dinamiche naturali e culturali in grado di convivere.
Oggi la città di Pescara nega la sua storia, la memoria della sua gente,le immagini radicate nella memoria
collettiva locale.
Bisogna avere gli occhi ben aperti e di tanto in tanto saper cancellare, spostare… macchine, palazzi, mura e recinzioni
abnormi per poter scovare un resto di villino in stile neogotico-troubadour, un palazzotto neocinquecentesco oppure
una facciata di villa liberty.
Non solo, in questa nostra Città il fiume "la Pescara" e il mare"l'Adriatico"sono stati
bloccati dal cemento, impedendo alle "dune", presenti fino ai primi anni sessanta (Pescara -sud: le Canarie,
la Plaja), di riformarsi; di contro abbiamo guadagnato una "laguna" in conseguenza di uno scroscio d'acqua
dal cielo di almeno un paio d'ore.
Il colore azzurro e la linea orizzontale spesso lo identifichiamo con il mare, immagine associata all'estate, al
caldo e al piacere di stare insieme ad altri. Eppure, ironia della sorte, stanno modificando anche l'aspetto naturale
e visivo del "Mare" con blocchi di pietra trasportati dalla "Montagna- madre"…..la Majella
torna sotto il mare!
La Città è come una piovra allunga i suoi tentacoli, strade e mura di cemento alte 4/5 metri tagliano
in due la città. Pescara, la città di mare di norma orizzontale diviene sempre più verticale,
alta e dominata dal grigiore dei palazzi; ultimi esempi: a ovest della città in questi giorni il quartiere
del nuovo Tribunale e i fabbricati delle "Cooperative Aterno" costruite tra gli anni settanta e ottanta,
a sud la cementificazione di San Silvestro spiaggia e a nord tra i Colli Innamorati elungo le arterie parallele
dell'Adriatica.
Il cemento è una piovra che cerca e che trova nuovi habitat "fuori dal mare" e riesce a trasformare
e condizionare tutto ciò che incontra.
La Città, il Fiume, il Mare non vivono più in armonia e chi vive questo ambiente avverte, con solitudine
e tristezza, lo scippo subito e la conseguente mancanza di luoghi d'incontro all'aperto
come nella Pescara-Aterno e Castellammare Adriatico d'allora.
D'Annunzio:
Forse la mia gente pensa ch'io la dimentichi: e della mia gente e della mia terra soffro in ogni attimo; e in ogni
pietra della mia casa rivivo e rimuovo con una vicenda che estenua la mia forza
Petronio Del Ponte
Pescara 18/03/05
MADRE DI PACE
Come nave di folli,
risucchiata dall'abisso cieco
di violenza inarrestabile,
scorre questo tempo di rancore.
Grandi occhi smarriti,
piccole mani vuote
chiedono invano tra schegge di sangue
la luce serena della pace.
Come ombra di sogno,
riflessa su un fragile vetro,
da ogni rovina riaffiora
l'antica immagine di dolcezza,
muto richiamo
al nostro cuore stanco,
perché si levi sul mondo
un nuovo sguardo di concordia
e una nuova speranza fiorisca,
madre di pace.
Amelia Valentini
Premio speciale della Giuria - Concorso "Raffaele Pellicciotta" -
Sezione Poesia - Seconda Edizione - 2002
Sapete qual è il problema reale? Ma basta con il lamentarsi di tutto. Prendiamo ad esempio l'argomento traffico
qui a Pescara. Siamo in fondo gente organizzata, precisa teniamo al nostro bel mezzo automobilistico, lo portiamo
a spasso per strade a volte maldestre; esso viene lucidato, truccato e la sua sete viene saziata da una sorta di
liquido nero, cokacolante di gioia per trivellatori ke scavano nell'inkonscio di madre terra, sono forse i veri
konoscitori della psike umana? Vabbè l'aria ke respiriamo non è proprio delle migliori ma non siamo
mica in alta montagna dove il globulo rosso ossigena le sue virtù ematiche nella testa di Mesner. La tecnologia
si evolve ha dei prezzi ke a volte (alla seconda) vanno accettati, quindi fratelli ridolanti di sorrisi giallastri,
di polmoni con costole grigliate da catrame e olio, pepe quanto basta, e da capelli avvolti a volte da un liquido
amniotico di diarrea gocciolante d'asina, non perturbatevi; stiamo respirando soltanto noi stessi, i nostri vizi,
le nostre teste bendate da bende insonorizzate sul mondo, su noi stessi e sui rapporti non rapporti. Come ieri:
ero sul motorino alimentato a sputrolio o miscelato con sputonzene americano certificato ovviamente ISO 9000, ke
ad un tratto la giacca di polmone precedentemente indossata da me (la polmon jaket) inizia a squillare, i miei
okki si spalancano come fossero palline da golf, inizio a notare dallo spekkietto colante di vergogna per essere
uscito in anticipo una lieve bavetta color asfalto grigio sorcio, le mie mani iniziano ad eseguire movimenti del
tutto strani (il ciao con la manina, anke normale, se solo io avessi voluto) il mio cervello inaspettatamente comincia
a funzionare (approfitto per capire finalmente quanto fa 7per 7), dalla mia schiena inaspettatamente mi esce un
secondo braccio ma kredevo ke succedesse solo dal Mac Donald's, signori della corte davanti a me vi era un enorme
simpatico aerosol gigante dall'Arpa ke sputava inferno e fuoko ero nero non male ma ero preoccupato ke non mi riconoscessero
i parenti, iniziai allora non potendo sorpassare a cantare canzoni con voce da usignolo rauco bestemmietico e sfoggiai
tutto il repertorio di LOUIS ARMSTRONG. Mi fermai, tornai indietro aiutato dalla mia seconda gamba ankessa spuntata,
nella mia umile dimora, oramai mi erano rimasti poki secondi di autonomia e l'ascensore si ruppe e poi mi disse
ah ah ah ah ah; andai verso le scale perdevo forze energie mi stavo per spalmare a terra nutellandomi sul pavimento
provai a piangere ma i deserti delle mie fauci cammellose non me lo permise ero all'ultimo piano, ormai scorie
ggiavo dalla disperazione mi dico devo assolutamente connetermi in tempo al ri generatore di aria production o
sarà la fine; ma ecco ci sono ci son, ci so ci s, aaahhhh.
Si ma non disperate era solo realtà ora dormo e torno a sognare!!!
Fabio Clerico
Questo mio scritto si presenta come un appello alle persone frequentanti le riunioni de "Il Sale", è rivolto anche
all'esterno, a chiunque abbia abbandonato o mai intrapreso per stanchezza politica, caduta di valori generali,
disaffezione, esperienze negative, per differenze di pensiero, una partecipazione attiva nel mondo della politica.
Conosciamo tutta la disaffezione dalla politica, nei giovani, fra persone adulte, fra quelli che sono rimasti delusi
dalle forze della "sinistra", ricordando il movimento femminista degli anni 60, oggi le donne non trovano
espressione compiuta tra i partiti, spesso le donne devono accettare le logiche degli uomini per essere riconosciute
in modo determinante.
Bisogna ritrovare e ritornare ad una politica fatta fra la gente, con il contributo di tutti.
Le forze politiche presenti oggi in Italia sono altamente squalificate dal punto
di vista politico, abbiamo un primo ministro (leader del "centrodestra") implicato in differenti questioni
giudiziarie, un centrosinistra (Rifondazione e i Comunisti Italiani si sono adeguati) che appare differente nelle
scelte politiche, qualcosa è differente, non intendo affermare che nulla abbiano fatto, ma con un percorso
politico differente nella chiarezza si potrebbero ottenere delle mete più qualificate, abbiamo programmi
che rimangono sulla carta come specchietti per le allodole o sono scelte contrarie al cittadino, alla società,
non dobbiamo dimenticare che diverse batoste sul lavoro (interinale), sul salario (scala mobile), pensioni, sullo
statuto dei lavoratori (elezioni dei delegati) sono state portate avanti o accettate dalla "sinistra",
leggo sul programma dell'UNIONE in Abruzzo scelte legate alla:
* Competitività dei prodotti
italiani e delle ditte abruzzesi, in una logica nazionalista
* Incrementare i consumi e l'espansione produttiva, come se le riflessioni sul consumismo siano state vane
* L'accettazione dell'estendersi delle concentrazioni urbane, senza una scelta precisa di bloccare lo sviluppo di queste piovre e concentrarsi maggiormente sulla crescita dei centri minori e dell'interno dell'Abruzzo
* Accettazione della flessibilità salariale, ci si prefigge al massimo di ridurre le distorsioni troppo gravi
* Linee ferroviarie ad alta velocità TAV, senza cogliere le critiche
a questo tipo di trasporto che si hanno soprattutto nel nord Italia
E' abbastanza scontato che il centro di questa coalizione sia d'accordo su questi punti programmatici, ma la sinistra
dovrebbe avere degli scrupoli che ormai non esistono più e si è accettata, ormai da anni, una logica
differente dai valori morali e storici, compaiono qua e là critiche a queste logiche ma restano soltanto
parole vane e non strategie e programmi di cambiamento, invece di lavorare fra i cittadini si è scelto di
mettersi d'accordo su altre linee programmatiche ed elettorali soltanto con le forze politiche.
La maggiore competitività dei prodotti italiani creerebbe criticità in altri paesi, che per diversi
motivi non riescono a raggiungere questi obiettivi, a queste logiche bisogna opporre la produzione di beni su bisogni
effettivi, con una scelta paese per paese sui beni da produrre in una logica di riduzione del consumismo.
Non si è disposti a fronteggiare le scelte internazionali d'organismi che decidono sulle nostre teste, quanto
dobbiamo guadagnare, sulla nostra salute, istruzione, sulle pensioni….GATT, FMI, U.E. con l'ultima direttiva
Bolkestein.
Non possiamo affermare che questi partiti non fanno assolutamente nulla, sarebbe dire il falso, ma su temi quali
l'edilizia, la sanità, la scuola, il traffico ad esempio non si è fatto nulla o si è accettata
la logica negativa senza nessuna critica.
Abbiamo il partito dei Verdi dove è minoritario il collegamento con i cittadini (legato soprattutto
a gruppi animalisti e ambientalisti); portare avanti una linea prevalentemente attenta solo al rispetto della natura
è una scelta fortemente riduttiva, che non ha permesso un crescere diffuso di questa forza.
Rifondazione Comunista è più attenta nei programmi alle tesi antagoniste, si pone più
a contatto o è interna ai Forum Sociali in una logica che è una modalità di cercare nuove
forze, di freno alle iniziative, (anche con lo stancare gli aderenti); il percorso di riuscita della politica di
Rif. Com. è chiuso dalla mancanza di democrazia interna, di dibattito, dalla mancanza di un effettivo
contatto con la gente e con il territorio, per questo a posizioni che appaiono fortemente critiche della società
non si oppongono azioni per cambiamenti reali su tutti i temi della politica.
I movimenti, i Social Forum, la Rete non violenta attuano dei programmi e delle battaglie su tematiche importanti,
ma bisognerebbe anteporre ad una politica fatta di manifestazioni, bandiere, seminari, tematiche esclusive (acqua,
guerra, armi et.) un impegno costante fra la gente e sul territorio, bisognerebbe fare la scelta di presentarsi
alle elezioni politiche per arrivare a contare in prima persona e non, continuamente, fare una battaglia di resistenza
e cambiamento di scelte già fatte a livello parlamentare, creando situazioni di stanchezza negli aderenti.
Si è scelto di porre in prima istanza le filosofie e le ideologie politiche e ci si è dimenticati
della deontologia della politica, delle idee di tutti, del contributo del cittadino alla creazione delle idee e
al colmare di contenuti i programmi politici di cambiamento.
I movimenti politici extraparlamentari e gli anarchici, ormai da anni restano in un limbo di piccole schermaglie,
rispetto ai fatti che accadono nel mondo, non propongono un percorso e modalità di cambiamento della società,
seppur nominato in ogni dove, bisognerebbe dire che, se diffondessero maggiormente le loro idee sulle modalità
di cambiamento almeno se ne potrebbe discutere apertamente e vagliarle.
Se poi si parla di rivoluzione, la confusione è ancora più grande, ci sono quelli che pensano subito
alle armi, ai morti, guerre civili e quant'altro, abbiamo dimenticato che rivoluzione vuol dire anche rotazione,
cambiamento e se attraverso delle modifiche parziali, ma continue, definitive che modificano completamente le leggi
si arriva al cambiamento della società ci dispiace o forse dobbiamo sempre pensare che si possa organizzare
tutto e in un solo giorno e modificarla con un colpo di bacchetta magica!!!!!!!!!!
Chi teorizza ciò, in realtà non sta facendo nulla per un cambiamento reale. Si continua a scrivere
libri, far congressi, seminari, e tutto resta immutato.
CHIAMARE ALLA PARTECIPAZIONE
Se si accettano le criticità rispetto alla politica e alle forze politiche nella società, bisogna
iniziare a muoversi con modalità differenti sulla base dei valori di fondo presenti fra le persone e nella
dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, principi che discendono dai filosofi e dalla rivoluzione francese.
Scegliere di:
* Creare una politica sulla base delle idee e non su ideologie preconfezionate
* Essere presenti fra i cittadini nel territorio
* Avere già da subito una politica d'attenzione e armonia tra i popoli, a tutti i livelli, pensare alle modifiche della società più vicina a noi in un'ottica mondialistica, all'Organizzazione delle Nazioni Unite rispondere con l'Organizzazione dei Popoli Uniti nella Solidarietà OPUS
* Porre l'ambiente come bene primario in una logica d'equilibrio mondiale
* Ridurre il tasso di natalità del pianeta per arrivare ad un equilibrio fra popolazione e risorse nella CASA MONDO
* Ritenere prioritaria la riduzione dell'orario di lavoro e l'istruzione diffusa
come strumenti per arrivare ad una maggiore partecipazione dei popoli alla creazione della politica nei tempi e
nelle capacità d'elaborazione
Lottare contro la falsa democrazia parlamentare, bisogna modificare le regole parlamentari, il percorso di scelta
dei rappresentanti deve essere fatto per legge.
* I delegati devono essere cittadini come gli altri, da intendersi come una soluzione logistica (in una società
fortemente evoluta e con la possibilità del televoto il cittadino potrebbe esprimere direttamente il suo
pensiero), devono presentarsi come delegati e iscritti in un registro elettorale almeno due anni prima che si presentino
alle elezioni
* Devono accettare per iscritto il mandato dai cittadini e regolarmente informare questi sul lavoro fatto
* Se i delegati non rispettano il mandato debbono essere espulsi dal parlamento e non rappresentare più i cittadini che li hanno votati, non possono perciò nemmeno cambiare forza politica.
* Nelle discussioni si devono attuare delle forme democratiche di dibattito,
nei tempi, nelle modalità, per dare a tutti il diritto di parola,
* Bisognerebbe ricercare un nome di partito non legato ad ideologie, ma ad un'azione o legato ai popoli: ad esempio
Assemblea dei Popoli, già con un senso non nazionalistico a differenza dell'ONU Organizzazione delle Nazioni
Unite che dovrebbe essere modificata in Organizzazione dei Popoli Uniti nella Solidarietà(OPUS).
Il programma politico nel dettaglio particolare deve essere creato dai cittadini, dai popoli e con le
organizzazioni, associazioni dei cittadini (ecologiste, animaliste, per i diritti umani et,).
* Porre inoltre estrema considerazione sul come le persone, i cittadini, i popoli vivono nel mondo, sulla realizzazione
della persona e della felicità, sulle condizioni sentimentali, amicali, parentali.
A livello locale iniziale scegliere l'elezione/la via parlamentare e portare avanti tutte le problematiche a livello
preciso e profondo per coagulare decisamente le forze che vogliono agire in modo attivo.
CHIAMARE ALLA PARTECIPAZIONE
Chiunque senza distinzioni,
le donne, chi partecipa ai movimenti e chi è presente, in modo critico, in altre organizzazioni, gruppi,
filosofie politiche, chi professa le differenti religioni, i giovani, chi è rimasto deluso, scottato dalla
politica, per trovare un nuovo percorso individuando da subito le caratteristiche di democrazia che dovrebbe avere.
Sarebbero importanti, da subito, le riflessioni e creazioni di tutti, ma con lo scopo di ritornare ad agire nella
politica, limpidamente .
PIERO LANARO
| In un attimo racchiudere l'immenso Poi fuggire Come un fantasma sfugge, Tra le rovine di un mondo antico, Ad occhi estranei e spassionati; Spiccare il volo E poi subito tornare a terra Senza aver raggiunto L'immensità del cielo; Bagnare le labbra ad una meravigliosa sorgente Ma allontanarsi senza aver placato la propria sete. Fissare tristemente l'orizzonte E pensare di voler andare sempre più lontano. Lontano da uno sguardo penetrante Lontano da un invito insistente Lontano da chiunque potesse un giorno Puntare sul mio cuore Il suo vessillo nero. |
|
| Ad uno sconosciuto Nella notte del tempo che passa, inesorabilmente, il cuore batte forte tra il rumore dei pensieri e ti cerca, ti ama in solitudine. Un fremito di piacere al ricordo e… …un brivido di paura; timore di cedere, di obliarsi, di fondersi e desiderio immenso di calde emozioni. Nella notte dei sogni che si sciolgono al sole anima e corpo finalmente si fondono e tendono a te, alle tue labbra, ai tuoi occhi che in un triste giorno d'inverno, penetrandomi, mi hanno, per un attimo, scaldato il cuore. |
| D O L C E |
Disillusione
|
| S O F F E R E N Z A |
DEMOCRAZIA?
Io credo di no perchè non è una merce; le merci si esportano ma le idee no; le idee si affermano
soltanto se sono giuste e progressiste rispetto a quelle esistenti. Tale assimilazione da parte della gente e di
interi popoli avviene per la loro capacità intrinseca di convincere persuadere e attrarre. Il popolo stesso,
una volta convinto per presa di coscienza, creerà le organizzazioni e le forze capaci di rovesciare la classe
al potere, che ne ostacola l'applicazione.
Il primo stadio, l'autoconvinzione della gente, avviene in forma spontanea pacifica perchè è un processo
interiore alla persona; il secondo stadio, la ribellione, è quello esteriore ed allora c'è bisogno
dell 'organizzazione e della violenza rivoluzionaria di massa. Ma il primo gradino è totalmente riflessivo
elaborativo assimilativo e pacifico.
Per cui non c'è niente di più assurdo del dichiarare "esporteremo la democrazia con la forza",
come hanno fatto Bush e Berlusconi, anche se Berlusconi il giorno dopo si è corretto. In questo modo non
si compie nessuna operazione di convinzione verso gli altri, ma soltanto di imposizione. Sono due cose completamente
diverse.
Il Governo degli Stati Uniti ha accusato per tanti decenni, prima durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, il
governo dell'URSS di volere esportare il comunismo e la rivoluzione nel mondo. C'è da premettere che nei
paesi dell'URSS non c'era niente di comunismo nè di concezione rivoluzionaria, ma la dittatura brutale di
un apparato burocr atico- statale. Per cui quando tale Governo "aiutava" con armi e soldi i popoli in
rivoluzione come in Vietnam Laos Cambogia Cuba Angola Mozambico lo faceva con l'obiettivo di eliminare i settori
rivoluzionari e creare governi ad esso obbedienti. I Russi non esportavano il comunismo e la rivoluzione ma il
loro impero. Così gli Americani oggi in Iraq non esportano minimamente la democrazia, che non hanno nemmeno
nel loro paese, ma ingrandiscono il loro impero.
Subito dopo la "scoperta" dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492 (anche se questa versione,
da me studiata fin da bambino, viene messa in discussione dalle associazioni degli Indios che si ritengono i veri
scopritori abitando da sempre in quel territorio, a me sembra corretta tale spiegazione), ci fu un precipitarsi
delle potenze europee dell'epoca, Spagna Portogallo e Inghilterra, per conquistarsi i nuovi territori e mercati.
Una volgare e comune operazione imperiale di conquista sfruttamento ed oppressione veniva fatta in nome della "civiltà"
da portare a popoli ritenuti "barbari". Alla testa di tale operazione c'erano le croci della Chiesa Cattolica!
Quello che è successo lo sappiamo tutti: c'è stato quasi un genocidio dei popoli aborigeni con decine
e decine di milioni di morti. Si calcola che sono stati ammazzati 80 milioni di nativi nei primi cento anni dalla
scoperta, con la distruzione totale di alcuni popoli, come quello che viveva nell'isola di Cuba, che è stato
completamente sterminato.
Anche qui ci fu un tentativo di imporre un modello di società, in nome della "civiltà",
ma falli completamente perchè i popoli non l'hanno assimilato non ne sono stati convinti e non l'hanno accettato.
Questo modello si è potuto imporre soltanto con lo sterminio degli Indios ed i pochi rimasti lo hanno subito.
Tutto questo si può chiamare "esportazione della civiltà"? Io credo che era meglio la "barbarie"
che c'era prima, anche perchè questa cosiddetta "civiltà", dalla scoperta dell'America
ad oggi, non ha saputo fare altro che riempire il pianeta di guerre stermini epidemie lutti dolore sofferenze e
distruggere l'ambiente per miliardi di esseri umani.
Gli imperialisti americani di oggi, con l'esportazione della democrazìa, vogliono ripetere questa operazione
"umanitaria" nei confronti dei paesi arabi e del mondo? Mi rimane difficile pensarlo ma sembra che i
fatti vadano in questa direzione.
Qualsiasi Governo al potere quando dice di volere la democrazia la libertà il comunismo la rivoluzione la
civiltà sta spacciando moneta falsa. Purtroppo questa operazione di mistificazione crea, nei confronti della
gente, uno svilimento di tali idee perchè vengono svuotate del loro significato originale e riempite con
un altro totalmente opposto e comodo al potere. Cioè le parole rimangono uguali ma cambiano di significato.
Per esempio: Berlusconi parla di riforma delle pensioni mentre in realtà si tratta di una controriforma.
Tale fenomeno è già avvenuto tante altre volte nella Storia e, sulla base dell'esperienza, si può
dire che è stato capace di ritardare ma non di impedire la caduta dei governi e degli imperi.
Antonio Mucci
(seconda parte)
Il mio primo incontro con la chimera è stato da adolescente. L'estate del '60 volgeva al termine ed il jukebox
quel pomeriggio di tardo autunno diffondeva ancora le note di What a sky portato al successo da un giovane cantante
dal nome di Nico Fidenco.
Il mare era una tavola anche se fra i monti che si vedevano da lontano comparivano qui e là sulle cime le
prime chiazze di neve. Ne approfittai pertanto come avevo fatto altre volte di uscire con il pattino per una remata
alla buona. Tutto procedeva secondo i piani il mare tranquillo i remi ben lubrificati che io decisi di fermarmi
un poco a contemplare l'orizzonte lontano.
Tutto ad un tratto una delle barche del pattino cominciò a muoversi. Fui preso dalla curiosità mista
a paura che si trattasse di uno squalo arenatosi alla seconda secca che cercava di liberarsi dal peso del pattino
per riprendere felicemente il largo. Ma non era questo il caso, dal profondo del mare comparve una donna molto
avvenente che aveva la coda di pesce.
Era in verità l'archetipo della Sirena donna allettante e pericolosa che mi invitava a lasciare andare i
remi per esplorare una volta in acqua il fondo marino e le sue meraviglie. Non vi nego che stavo per lasciarmi
andare con le conseguenze del caso quando il senso comune venne in mio aiuto ed io mi ricordai che sapevo a mala
pena stare a galla.
Così sorretto dal buon senso mi afferravo di nuovo ai remi con più forza ed evitai credo il peggio
perché mi ritrovai col pattino sulla spiaggia dove le note di What a sky facevano da conforto per un pericolo
di certo scampato per caso. Mi rivestii allontanandomi dalla spiaggia non facendo comune con nessuno dell'avventura
appena passata.
Devo dirmi che mi sentii orgoglioso del fatto; ma in cuor mio sapevo che le cose stavano diversamente tanto è
vero che non ricordo né dove né come né quando più tardi trattai di raccontare l'avventura
in una lirica più dettagliata che purtroppo com'è successo prima è andata perduta e ora sarebbe
difficile o quasi impossibile la ricostruzione mnemonica di getto.
Peccato perché dai dettagli e dal sorriso invitante e dall'aspetto suadente la prima della Chimera l'Archetipo
Sirena avrebbe potuto fornire al lettore degli ulteriori dettagli per non cadere come si suol dire nel tranello,
teso da una visione non figurata né allucinata, ma reale in carne ed ossa, com'era precedentemente capitato
a me.
(continua)
Fernando Italo Schiappa
TORNA ALL'INDICE
Fenomenologia dell'Individuo Assoluto
Edizioni Mediterranee € 12.91
Quando il barone Giulio Cesare Andrea Evola, detto Julius, decise di scrivere
questo libro, era ancora un ragazzo poco più che ventenne, uscito appena dal primo conflitto mondiale a
cui aveva ardentemente aderito e partecipato, ed imbevuto di letture libere ed audaci. Odiando ogni intellettualismo,
accademismo ed ogni sorta di catechismo di pensiero, egli prediligeva la lettura di testi ed opere di pensatori,
scrittori e filosofi del calibro di Nietzsche, D'Annunzio, Papini, Weininger, Stirner, ecc.
Il libro che quindi partorì sull'Individuo Assoluto era composto inizialmente da un unico volume. L'editore
Bocca però, per rendere più facile la lettura e più accessibile il prezzo, decise di dividerlo
in due tomi, che presero successivamente il nome di "Teoria dell'Individuo Assoluto" e "Fenomenologia
dell'Individuo Assoluto". Fenomenologia in senso hegeliano, quindi, come classificazione e descrizione delle
categorie attraverso le quali poter raggiungere la completa determinazione dell'Io. Ed è questo, a mio avviso,
il tomo più importante, proprio perché in esso vengono delineati gli stadi attraverso i quali poter
raggiungere il fine ultimo della autorealizzazione metafisica di sé stessi. Un volume però che ha
come unico difetto la complessità di un testo di pura filosofia, e che risente molto del pensiero nietzscheano
e stirneriano, da cui comunque il giovane Evola era fortemente influenzato ed appassionato. Ma, contrariamente
a Nietzsche e Stirner, egli tenta di formulare un Individualismo diverso, ovvero più metafisico e meno razionalista
e materialista dei due filosofi tedeschi. Ad aiutarlo, nella sua ricerca, sarà anche la sua approfondita
conoscenza di culture e dottrine orientali, che gli forniranno la "meditazione" come strumento attraverso
cui realizzare la propria interiorizzazione dell'esistenza. Un forte lavoro di autoemancipazione personale, quindi,
richiede tempo, introspezione e meditazione e, per raggiungere "l'autarchia dell'essere", l'uomo che
inizia questo percorso deve passare necessariamente attraverso quelle che l'autore chiama "Epoche", e
che determinano le fasi principali di crescita e di liberazione interiore. Esse sono tre e si chiamano rispettivamente:
Epoca della spontaneità, Epoca della personalità ed Epoca della dominazione.
Un'opera, questa, che a mio giudizio solo pochi possono leggere e comprendere, sia per la sua complessità
filosofica ed esistenziale, e sia perché intraprendere la via dell'autorelizzazione individuale e metafisica
è un cammino arduo e molto pericoloso, ed in un certo senso anche scomodo ed insopportabile per l'uomo qualunque.
Per affrontare questa lettura, e nel dirla con Nietzsche, "uno deve essere inflessibile fino alla durezza
nelle cose dello spirito…uno deve essere avvezzo a vivere sui monti, a vedere sotto di sé il meschino ciarlare
dell'epoca sulla politica e sull'egoismo dei popoli.Uno dev'essere divenuto indifferente, né deve mai domandare
se la verità serva, se per qualcuno essa diventi sorte ineluttabile…" A voi la scelta, dunque, se leggere
questo libro con l'intenzione di intraprendere o meno il cammino che porta all'affermazione di sé stessi
come individui assoluti. Ma prima di farlo è bene ricordare, citando Evola dal testo, che "Chi vuol
chiamarsi individuo deve avere la forza di comprendere ciò, di prendere dunque in blocco tutto ciò
che si è, si pensa e si sente, metterlo da parte, dire: Basta, e andare innanzi. Andare innanzi in una trasformazione
radicale ed interiore del rapporto secondo cui si sta con le cose e con sé stesso."
Vincenzo Cialini
(...Continua dal numero precedente)
Partendo dalle differenze biologiche che determinano la funzione riproduttiva degli individui le varie culture
hanno prodotto, attraverso i secoli, infiniti codici di comportamento mirati ad omogeneizzare e semplificare al
massimo gli appartenenti ai due soli generi individuati, femminile e maschile. Tali codici però non sono
la diretta conseguenza delle caratteristiche fisiche di una persona. La mole di parametri culturali, filosofici
e psicologici implicati nella definizione comune di identità di genere è stata ridotta e semplificata
sulla base di un banale dato genetico e morfologico: le caratteristiche degli organi genitali. In sostanza, la
binarietà sessuale impone un rigido sistema di regole di condotta e limita l'espressione soggettiva semplicemente
a seconda che una persona possieda genitali maschili o femminili.
Non ha senso negare che i meccanismi corporei influenzino in un certo modo anche la psiche di un individuo. Ma
non ha senso nemmeno affermare che fattori organici abbiano in tutti i casi la priorità nel determinare
le caratteristiche interiori, per qualcuno anche immateriali della gente.
Imporre a una persona di assumere modelli di comportamento che non identifica istintivamente come propri è
un grave abuso di potere. Comporta la riduzione della ricchezza interiore umana alla forma e alle funzioni del
corpo, peraltro ampiamente modulabili.
L'identità di genere viene imposta fin dalla nascita sulla base delle sole caratteristiche fisiche. Se un
individuo sente di non appartenere al gruppo in cui è stato inserito può identificarsi con il gruppo
opposto oppure restare "fuori dagli schemi" .
Il termine utilizzato per definire chi non si identifica con il genere impostogli è "transgender",
distinto dal termine "transessuale" in quanto comprensivo di una maggiore varietà di sfumature
: il transessuale di solito è colui che transita completamente da un sesso all'altro, rientrando alla fine
del suo percorso nello schema binario accettato dalla società. Il transgender invece rifiuta questo schema
a favore della valorizzazione della sua complessità personale. La categoria transgender quindi include chiunque
si discosta in maniera più o meno radicale dallo standard di genere, mentre la definizione di "transessuale"
è più specifica.
Le persone transgender dimostrano quanto le categorie "maschile" e "femminile" non siano dati
indiscutibili ma piuttosto entità costruite, frutto di una semplificazione arbitraria e ampiamente mutevole.
Ma la società è refrattaria ad ogni tentativo di discussione dei suoi assunti. Le categorie sono
irrigidite e assolutizzate per renderne più forte l'identità, chiunque tenti di sovvertirne gli stereotipi
viene represso in modo più o meno violento.
Diritti da conquistare
Il transgenderismo si inserisce perfettamente nel contesto libertario dell'affermazione dell'individuo contro le
aspettative altrui, contro gli standard del potere costituito, contro i limiti che l'individuo stesso per paura
o insicurezza può imporre a sé stesso . Chiaramente questo non significa che chi è transgender
sia automaticamente orientato verso idee anarchiche. Però è evidente la coerenza della battaglia
per il rispetto dei diritti dei transgender all'interno della lotta anarchica per l'autodeterminazione dell'individuo.
Solo pochi decenni fa, in Italia, una persona transessuale poteva essere arrestata e addirittura estromessa dalla
sua città. Negli USA, che ora si impongono come modello di civiltà e democrazia,
ci sono infinite testimonianze di persone transgender vittime di violenze e umiliazioni inflittegli per paura della
carica rivoluzionaria insita nel loro linguaggio espressivo.
Anche oggi, nonostante la situazione sia notevolmente migliorata rispetto al passato, continuano a verificarsi
episodi di violenze contro persone transessuali e transgender. Soprattutto quando alla non-conformità di
genere si associano l'essere straniero, magari senza permesso di soggiorno.
Inoltre la difformità tra i dati registrati sui documenti e l'aspetto fisico assunto da una persona transgender
è all'origine di innumerevoli disagi nel mondo del lavoro, della burocrazia, delle istituzioni e anche della
sanità. Per esempio una persona che sceglie di vivere ed esprimersi secondo codici di comportamento ritenuti
"maschili" pur essendo classificata come "femmina" troverà ostacoli enormi per inserirsi
nel mondo del lavoro. Dovrà inoltre sostenere l'umiliazione di una costante e morbosa curiosità nei
suoi confronti a causa della tanto diffusa quanto infondata equazione transgender = "trasgressione sessuale",
conseguenza di tanta falsa informazione diffusa da talk-show e simili sottoprodotti di falsa cultura. Dovrà
soprattutto rassegnarsi a presentarsi con un nome proprio che esprime inequivocabilmente l'appartenenza ad un genere
o un altro, senza possibilità intermedie ma soprattutto senza la possibilità di cambiarlo scendendo
a un compromesso con il femminile o il maschile secondo quale dei due estremi sente più vicino alla sua
vera essenza.
L'unica speranza di modificare i propri documenti per avvicinarli alle proprie caratteristiche reali, in Italia,
è sottoporsi ad un "iter" medico standardizzato che permette attraverso vari passaggi di transizionare
da un sesso all'altro. Questa procedura implica per prima cosa un percorso psicologico atto a diagnosticare la
presenza di una discutibilissima "disforia di genere". Tale definizione corrisponde al presunto disturbo
che affligge chi non si sente a suo agio nei ruoli di genere imposti e in molti casi nelle caratteristiche morfologiche
legate al sesso del suo corpo. Chiaramente classificare come malati o peggio "pazzi" coloro che si discostano
dagli standard è uno dei tanti metodi che un sistema conservatore può adottare per reprimere le spinte
al rinnovamento che nascono al suo interno.
Una volta diagnosticata la disforia di genere, comunque, è possibile ottenere l'autorizzazione per assumere
ormoni del sesso opposto a quello genetico, ottenendo così vari cambiamenti nell'aspetto del proprio corpo,
e successivamente intervenire chirurgicamente asportando le gonadi. Solo così è possibile ottenere
la variazione dei propri dati anagrafici : nome e sesso. Non esistono altri percorsi per raggiungere questo obiettivo.
Molte persone transessuali seguono questo iter volontariamente. Ma altrettante preferirebbero scegliere strade
alternative, evitando o modificando qualche passaggio. Soprattutto sono molte le persone che rifiutano gli interventi
chirurgici ma che si sentono costrette a sottoporvisi per poter regolarizzare i propri documenti. Questo può
essere interpretato come una grave violazione dei diritti umani : nessuno può essere costretto a subire
alcun tipo di intervento chirurgico contro la sua volontà. Il meccanismo per pervenire alla variazione dei
dati anagrafici implica però una subdola violazione di questo diritto, in quanto costringe una persona ad
operarsi per poter vivere serenamente in una società dove è necessario essere ben catalogati.
L'unica alternativa per chi non se la sente di affrontare un intervento chirurgico è vivere in uno stato
di semi - illegalità, con tutto ciò che comporta.
Per questo da un po' di anni sono nati e si stanno rafforzando movimenti di persone transessuali e transgender
che lottano per affermare i loro diritti e prima ancora per abbattere i pregiudizi che da sempre ne contrastano
la libera espressione.
Purtroppo sussistono una serie di divisioni interne tra gli stessi soggetti discriminati, sia all'interno della
comunità transgender sia nel confronto con la realtà omosessuale, con cui è opportuno instaurare
un rapporto di cooperazione per il raggiungimento dei molti obiettivi comuni.
Nonostante questo negli ultimi anni la situazione sta cambiando, c'è molta più apertura soprattutto
nel mondo giovanile. Continuando a lottare sulle tracce di chi ci ha preceduto, denunciando la violenza subita
e affermando la propria identità con orgoglio, si potranno ottenere risultati sempre più consistenti
su questo ennesimo fronte di battaglia contro l'imposizione dell'uomo sull'uomo.
Articolo proposto da Roberta kkk
Siamo delle pedine,
Comandate da un capriccioso giocatore dolciastro,
Timoniere fiero, spirito puro,
Fluttuiamo e ci libriamo nell'aria,
Dolce e piacente,
Incantevole velo azzurrino, morbido,
guidati dalla sua volontà,
In languidi errori si finisce per cadere,
E che peccati! Che abissi immorali!
E che scomuniche senza fine
Scagliate vengono, solenni
Ma da che pulpito?
Non siamo un po' troppo giovani
Per comprendere le formalità?
Andrea Di Nisio
Presentato da Gianni Donaudi
PORCHETTA 2005 OVVERO LE ELEZIONI REGIONALI
Per motivi legati al lavoro, in questo ultimo mese ho avuto a che fare con la classe politica abruzzese, da destra
a sinistra indistintamente.
Osservando più approfonditamente mi sono accorto di come sia cambiato il modo di fare politica: fino a poco
tempo fa, era prerogativa della politica richiamare nelle piazze, strade, cinema e circoli le persone con lo scopo
di illustrare loro le giuste argomentazioni per le quali il candidato si offriva alla gente.
Oggi tutte le motivazioni sono state sostituite dalla "PORCHETTA" ebbene sì avete capito bene,
la porchetta ovvero il maiale intero cotto nei casi più fortunati nel forno a legna. La gente viene richiamata
non più nelle sedi menzionate sopra, ma direttamente nei ristoranti, trattorie alberghi dove immense porchette
vengono affettate e servite nella maggior parte dei casi sotto forma di panino ed in taluni casi servita in piatti
di plastica il tutto inevitabilmente innaffiato da fiumi di birra alla spina anch'essa servita in comodi bicchieri
di plastica.
E' diventato per il mondo suino più pericoloso il periodo elettorale che il periodo tradizionale dell'uccisione
del maiale per farne prosciutti, salsicce, lonze e quant'altro rientra nella tradizione abruzzese e non solo.
Per le strade le auto con i megafoni sopra il tetto non invitano più alla partecipazione al comizio del
candidato, ma invitano la cittadinanza ad incontrare il candidato direttamente in trattoria.
La cosa che più mi ha impressionato domenica scorsa è aver letto davanti ad un comitato elettorale
(di sinistra non faccio nomi poiché siamo sotto campagna elettorale, per par condicio) scritto a caratteri
cubitali: stasera festa con porchetta!!! (viene sempre a galla l'arma elettiva)
Si potrebbe pensare per il futuro prossimo di allestire direttamente i comitati elettorali dentro i vari ristoranti
o trattorie, dove i più lungimiranti potranno chiedere aiuto a slow food per carpirne i segreti per la buona
riuscita elettorale.
Tutto ciò mi fa pensare e proporre: ma se alle prossime elezioni andassimo a votare la porchetta più
buona e quindi non il candidato di turno, sarebbe una sorpresa se la bontà della porchetta mangiata non
corrisponda alla nostra effettiva scelta politica?
Una soluzione potrebbe essere quella di mangiare il politico eletto per verificarne la corrispondenza al sapore
della porchetta eletta a presidente e/o consigliere della regione.
Ho una sola certezza che tutti i soldi spesi….in porchette di tutti i generi….potrebbero bastare per finanziare
la "FINANZIARIA REGIONALE" per tutto il mandato elettivo.
Meditate (o porchettate) gente, meditate (o porchettate).
Vi invito ad andare a votare per quelle persone (candidati) che la politica la fanno in mezzo alla strada, tra
la gente e non nascosti dietro alla porchetta.
Salutissimi Lucio
di Giovanni Franzoni
Quando morì papa Giovanni XXIII, fu unanime l'acclamazione della gente che vide in lui il Papa buono, cioè
il Papa della ricerca, dell'apertura e del dialogo. Ma una voce si dissociò da questo giudizio positivo,
quella del cardinale Siri che, riferendosi alla convocazione del Concilio Vaticano II, che aveva visto un nuovo
spirito dì riforma soffiare sulla Chiesa, ebbe a dire che molto tempo ci sarebbe voluto per riparare i guasti
che papa Giovanni aveva arrecato.
Da questo punto di vista si deve dire che Giovanni Paolo II, se non è stato un "Papa buono", è
stato un "buon Papa" dal momento che ha interpretato i documenti del Concilio in modo tale da riportare
tutte le competenze e i poteri nelle sue mani (i documenti del Concilio consentivano diverse interpretazioni e
soprattutto abbondavano in possibilismo, cosa che ha consentito di bloccare lo spirito del Concilio e di ristabilire
il centralismo). E' giusta l'osservazione fatta dal teologo brasiliano Leonardo Boff in questi giorni: Wojtyla
ha estinto il movimento di decentramento, di collegialità e di corresponsabilità nella Chiesa incentivando
invece il ruolo del papato a scapito delle Chiese locali,
Quando gli incensatori di questo papato parlano di una spinta verso l'ecumenismo che si sarebbe realizzata durante
il pontificato dì Giovanni Paolo II, confondono le idee perché nessun incontro ecumenico è
stato realizzato salvo che non sia stato di iniziativa di Roma e abbia avuto in posizione centrale il Papa. Questo
spiega perché le Chiese orientali, e in particolare il Patriarcato di Mosca, non abbiano potuto accogliere
le sollecitazioni di Roma ad un viaggio del papa.
Un altro pesante prezzo è stato pagato dalla teologia cattolica perché moltissimi teologi sono stati
repressi o censurati, privati della cattedra o dello spazio sulle riviste su cui scrivevano e dialogavano con i
lettori. La teologia della liberazione è stata "normalizzata" e l'ecofemminismo delle teologhe
cattoliche represso.
L'attuale teologia morale cattolica in materia di sessualità è rimasta a Pio XII ed alla "Humanae
vitae" di Paolo VI, mentre urgono risposte per i giovani e per le coppie di cattolici. In materia di contraccezione
è noto come sia stata proprio la posizione oltranzista di questo Papa a far si che gli fosse negato il premio
Nobel per la pace. Anche se è esagerato quello che si è scritto su "The Guardian", cioè
che questo Papa abbia le mani sporche dì sangue per gli ostacoli posti sull'uso del preservativo nei rapporti
sessuali in Africa come freno al dilagare dell'Aids, è indubbio che l'affermazione di principi rigidi al
dì sopra di situazioni concrete che si determinano nel mondo finisce col contraddirsi ed essere irresponsabile.
Anche il dilagare del concubinato fra i preti e la piaga, non certo marginale, della pedofilia, portano il segno
di una radicale assenza di concretezza e di priorità data a principi astratti non certo imposti dal Vangelo.
Le esortazioni alla castità ed alla osservanza dei voti, come d'altronde il rigore punitivo, poco influiscono
sui comportamenti là dove manca una seria educazione sessuale negli aspiranti religiosi.
Invece del Papa defunto come uomo politico si deve dire che, dato il panorama che abbiamo nel nostro mondo del
terzo millennio, certamente è stato un personaggio influente e talvolta solitario nella sua audacia. L'opposizione
di Giovanni Paolo II alla guerra contro l'Iraq e alla teoria di Bush di una guerra infinita e preventiva non ha
precedenti nei papi che lo hanno preceduto. Certo, tutti i papi si sono espressi per la pace e contro la guerra
ma nei limiti del linguaggio di ruolo: lui questi limiti ti ha superati. Quando poi, con Sharon presente a Roma,
ha gridato forte che per ristabilire la pace e la convivenza non servivano muri ma ponti, ha osato molto e ha dato
una indicazione che non potrà essere facilmente trascurata.
Quando saranno superati i fervori oceanici e le incensazioni plateali, qualcosa rimarrà per la Chiesa cattolica,
per l'Ecumene e per il mondo. Purché il nuovo Papa collabori alla destrutturazione del sistema papale monarchico
e assolutista, perché questo non è evangelico e, fra l'altro, non è moderno.
Proposto da Michele Meomartino
Stelio
Elezioni amministrative comunali del 314 aprile, 2005 - Loreto Aprutino (Pe);
I cittadini loretani sono stati chiamati al voto per eleggere: sindaco e consiglieri comunali.
Le liste erano tutte liste civiche e presentavano: ANDRIULLI - DONA TELLI -
PASSERI - TOMA candidati sindaci.
I cittadini hanno votato ed hanno eletto il loro sindaco nella persona di PASSERI
TUTTO VA BENE SIGNORA LA MARCHESA
Tutto va bene ................
Quindi PASSERI sarà il sindaco dei loretani per la prossima legislatura.
Ma signora la marchesa:
Se corrompendo la nostra coscienza, immaginassimo….tutti insieme
per un solo istante e nello stesso istante, in una sorta di miracoloso
miracolo ai limiti della sopravvivenza stessa della nostra stessa anima, di
non amare la libertà….e se .ripudiando la nostra esistenza….ci
privassimo improvvisamente tutti….nessuno escluso di:…… ideologie,
sesso, TV5 soldi, bandiere rosse, poltrone e divani, che guevara e lenin,
coscienze e conoscenze, determinazioni e indeterminazioni, sogni e
perversioni, famiglie e figli, gesù e tutti i santi, lo spettacolo della natura, i
tabù e le esauste indagini all'interno del nostro insopportabile spreco di
ragione.... ecc,ecc ... ; ... ebbene se immaginassimo che ciò avvenga e se ci
privassimo realmente di tutto ciò che è sopra ed altro ancora…..e se lo
facessimo tutti nello stesso ineluttabile momento…….EBBENE, si
potrebbe tranquillamente affermare che il sindaco di Loreto aprutino è e
non potrebbe essere altri che BRUNO PASSERI.
Certo ... buon uomo...
... tutto ciò avviene e tutto va bene.
Ma signora la marchesa:
Se ... ciò è avvenuto, allora vuol dire che abbíamo rinunciato al nostro
amore per la libertà e che abbiamo ripudiato la nostra stessa
esistenza!!!..ma come si può rinunciare alla TV, ai soldi. alle
poltrone ... questo non lo accetto signora la marchesa!!!..non lo accetterò
mai!
Giusto ... buon uomo...
... per questo avete votato il vostro sindaco ... e tutto andrà bene.
Ma signora la marchesa:
Se sopravviveremo alla nostra anima e al nostro dolore…..riusciremo
forse a.... (sempre se,.... tutti insieme in una sorta di miracoloso miracolo),
sopportare il ribrezzo e il fastidio di tutte quelle occhiate malcelate che
stanno a significare rimprovero e che anche se non esplicitamente,
aggiungono disordine ed imbarazzo alla nostra ineluttabile scelta ... !!!
Signora, noi lo abbiamo fatto pensando che la coscienza e la storia, come
le ho detto prima, si potessero corrompere e ripudiare in una sorta di
segmento di esistenza privo di tempo. Una specie di sogno alla rovescia, in
cui tutto è lecito, persino gioire per il nostro nuovo sindaco.
Ovvio ... compagno.
.. Non devi più preoccuparti tutto va bene e tu non dovrai nemmeno
scorticarti le ginocchia.
Signora ......
Se dopo aver corrotto la nostra coscienza ed aver ripudiato la nostra
stessa esistenza, lei mi dice ciò che deve essere e ciò che sarà …..io le
rispondo con il pugno chiuso e l'internazionale nel sangue....:...TUTTO
VA BENE ……..SIGNORA LA MARCHESA…
Loreto Aprutino, 6 aprile 2005
Dedicato ai compagni di Rifondazione Comunista di Loreto Aprutino e agli altri che si inchineranno sempre e
comunque alla signora MARCHESA.
hasta siempre
piero di camillo
Giacono D'Angelo
CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA
PUBBLICAZIONE DI UNA
NUOVA SERIE DELLA RIVISTA COMUNITARISMO
di Costanzo Preve
(Prima parte)
1. Alla vecchia serie della rivista COMUNITARISMO, composta da fascicoli solo datati e non numerati, succede una
nuova serie numerata, ispirata da nuove maggiori ambizioni. La vecchia serie, al di là delle intenzioni
soggettive di molti dei suoi collaboratori (fra cui chi scrive), era sostanzialmente una rivista di "transizione"
e passaggio da posizioni culturali di destra radicale antisistema a posizioni culturali affini e convergenti con
quelle della "sinistra" anticapitalista ed antiimperialista. Questo fatto, anziché essere accolto
con soddisfazione e gratitudine come segnale di sfaldamento e di riclassificazione qualitativa integrale di una
parte (sia pure minoritaria) della tradizione della destra radicale italiana, fu accolto con paranoico sospetto
come tentativo di "infiltrazione" di ambigui "rosso-neri" nel corpo del buon popolo di sinistra.
C'era ovviamente da aspettarselo. Le identità consolidate e munite di giganteschi mezzi politici ed editoriali
si difendono, e non si accorgono quasi mai (parlo di coloro che sono in buona fede) di difendere uno status quo
simbolico pienamente funzionale al dominio oligarchico in Italia, in Europa e nel mondo. Essendomi reso conto di
questo da almeno un decennio ho accettato con gioia di collaborare con la vecchia serie di COMUNITARISMO, non certo
perché fossi diventato di "destra" o "rosso-bruno" (figuriamoci!) e pur essendo pienamente
consapevole di offrirmi in questo modo ad una campagna di diffamazione e di demonizzazione, ma perché in
queste cose occorre seguire solo la propria coscienza intellettuale e morale e non il ricatto conformistico tribale
di appartenenza.
Dopo la guerra americana del 2003 e la resistenza che ne è seguita entriamo forse in una nuova fase. E allora
è bene che una rivista come COMUNITARISMO si ponga il problema della sua specificità all'interno
di un movimento di resistenza culturale certo più ampio e differenziato. Queste note vogliono essere introduttive
alla discussione collettiva di questo problema. Ci siamo ormai lasciati alle spalle la fase di transizione, di
trapasso e di riclassificazione nell'asse tradizionale Sinistra/Destra, anche se non mancheranno coloro che perfidamente
vorranno inchiodarci a questo. Entriamo nella fase della proposta culturale e politica "in positivo".
2.Questa proposta culturale e politica in positivo si può compendiare in due termini essenziali: critica
culturale e politica alla società capitalistica nella sua fase attuale di "globalizzazione imperialistica"
e resistenza all'impero americano in tutte le sue dimensioni, culturale, economica, politica e geopolitica.
Il paradosso cui è ancora impossibile sfuggire del tutto sta nel fatto che questa proposta "in positivo"
si sostanzia per ora soltanto di due componenti "in negativo", e cioè critica (al capitalismo)
e resistenza (all'americanismo). Si tratta però di un paradosso facilmente spiegabile.
Che il capitalismo e l'americanismo possano essere vinti e superati non spetta a noi ed alle nostre deboli forze.
Questo fa parte della grande storia dei prossimi anni, decenni e secoli, e noi siamo solo formiche sotto un albero
gigantesco. Noi possiamo solo riprometterci di fare della buona
critica e della utile resistenza.
Vi sono però anche molte altre riviste italiane che si ripromettono un programma simile. Ed ha allora senso
chiederci quale può essere all'interno di questo panorama lo specifico ruolo di COMUNITARISMO.
3. All'interno di questo panorama lo specifico ruolo di COMUN ITARISMO può essere solo quello di condurre
una critica di 360 gradi al capitalismo ed all'americanismo. Per capire meglio il concetto di "critica a 360
gradi" è necessario chiarire preliminarmente che cosa intendo rispettivamente per critica di 90 gradi
e per critica di 180 gradi.
4. Per critica di 90 gradi al capitalismo ed all'americanismo intendo una critica ispirata ad un particolare ISMO
ideologico-politico ben determinato, che si intende promuovere con una propaganda sistematizzata. Ad esempio il
"bertinottismo", che ha oggi sostituito il vecchio berlinguerismo-PCI come ideologia identitaria del
partito della rifondazione comunista, è un ISMO di questo tipo. Il suo fondamento "metafisico"
è il nesso diabolico guerra-terrorismo, la sua tattica è l'antiberlusconismo, la sua strategia è
il duello fra sinistra "radicale" e sinistra "moderata" (le due sinistre).
Vi sono poi altri ISMI minoritari, che dispongono tutti di riviste politico-ideologiche di promozione (neotogliattismo,
neostalinismo, neobordighismo, neotrotzkismo, neooperaismo, neoanarchismo, eccetera). Questa è la critica
a 90 gradi. E''uno spazio non solo già occupato, ma saturo e sterile. Meglio tenersene lontani che cercare
alleanze impossibili in via di principio, perché ognuno promuove solo se stesso.
5. Per critica di 180 gradi intendo quella critica all'americanismo ed al capitalismo che non si attacca ad un
solo profilo "ismico" ma persegue il solo riferimento generale teorico al marxismo e politico al comunismo.
Di fronte ai pittoreschi e tragicomici fallimenti novecenteschi del marxismo teorico e del comunismo politico la
critica a 180 gradi persegue un "altro" marxismo ed un "altro" comunismo, senza peraltro riuscire
mai a concretizzare che cosa propriamente intende. E questo non a caso, perché le crisi scientifiche e storiche
non possono mai essere superate con la sola buona volontà soggettiva. La critica a 180 gradi è comunque
migliore di quella a 90 gradi, perché almeno apre ad un vasto orizzonte di stimoli teorici e politici .
COMUNITARISMO deve guardare con partecipata attenzione a questa critica a 180 gradi, ma non deve assolutamente
"sciogliersi" in essa. Questo scioglimento farebbe venir meno la sua specificità.
Presentato da Stefano Torello
(..continua nel prossimo numero)