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INDICE - IL SALE N.° 47
IRAQ TRINCEA ANTIMPERIALISTA
(presentato da Davide D'Amario)
OPINIONI IN DISCUSSIONE di Antonio Mucci
La grande abbuffata del centrosinistra di Giacomo D'Angelo
Komputer! Komputere presentato
da Gianni Donaudi
129 ANNI SENZA BAKUNIN
di Vincenzo Cialini
Artisti di pace di
Michele Meomartino
Norme in materia di procreazione medicalmente assistita di Piero Lanaro (prima parte)
Norme in materia di procreazione medicalmente assistita di Piero Lanaro (presentato da Simone Paolini) (seconda parte)
Sesso-mio sesso-mio... di
Stelio
Scheda progetto - Acqua per il Burkina Faso. Presentato da Antonio D'Orazio
Il popolo iracheno non si è arreso!
Le battaglie di Fallujah, Samarra, Mosul, oltre a rendere chiaro che l'aggressore imperialista e colonialista è
sanguinario e genocida, dimostrano che la resistenza irachena non cede di un solo millimetro.
Mujahidin e partigiani rappresentano le sentinelle della terra e della nazione araba. L'onore e la dignità
che scaturiscono dalla lotta di liberazione in atto, sapranno imporsi alla perversione capitalista.
L'odio e l'arroganza che contraddistinquono il soldato straniero, sono sotto l'occhio di tutti: .
- Assaltare e demolire case popolari, ambulatori, edifici civili, è prassi comune.
- Far strage di civili inermi, tramite bombardamenti ed esecuzioni collettive, è l'obiettivo primario.
Questa è la politica imperiale ed
"umanitaria" degli
Stati Uniti e dei suoi fantocci!
GUERRA POPOLARE E DI LIBERAZIONE!
RESPINGERE L'INVASORE!
LIBERTA' PER TUTTI I PRIGIONIERI!
VIA IL COLONIALISMO OCCIDENTALE E SIONISTA DAL MEDIORIENTE!
LEGITTIMA DIFESA
MOVIMENTO POPOLARE DI
LIBERAZIONE REGIONE ABRUZZO
(presentato da Davide D'Amario)
Dalle discussioni svoltesi all'interno del gruppo
de "Il Sale" e dai tanti lettori sono venuti fuori apprezzamenti positivi, dubbi e critiche. Gli apprezzamenti
positivi ce li pigliamo tutti con molto piacere e ringraziamenti, anche perchè sono stati tantissimi ed
è grazie a loro che siamo ancora in piedi e che il giornale continua ad uscire.
Per quanto riguarda i dubbi e le critiche, mi propongo di dare alcune opinioni personali.
Il Sale è un giornale senza frontiere ideologiche,
nè di partito nè di nessun genere. Esso, nel suo piccolo, è la dimostrazione vivente che si
può fare una pubblicazione dove scrivono tutti. Non c'è bisogno che ogni partito o piccolo gruppo
se ne faccia una per conto suo. Naturalmente nessuno lo vieta! Però è da tenere presente che in questo
modo si facilita la comprensione la comunicazione l'unione e l'azione tra diversi.
Il rapporto con i Mass-Media. Un giornale del genere, a mio avviso, non deve preoccuparsi di cercare la "notorietà" attraverso i Mass Media ma direttamente tra la gente. Anzi dai mezzi di comunicazione di massa io credo che dovremmo girare alla larga, scappare. Non possono farci altro che male! Essi non hanno nessun interesse all'esistenza ed espansione di un giornale simile perchè rappresenta la negazione del pensiero unico, del potere e dei partiti. Io penso che dobbiamo continuare a fare il lavoro paziente che stiamo facendo. Il Pluralismo come lo intendiamo noi, insieme alla Democrazia diretta, è importante che si diffondano tra la gente. Il potere e le istituzioni non li accetteranno mai! Per noi è meglio fare un lavoro in sordina, capillare, da formica, in attesa di tempi migliori.
La comprensione della gente. Il cittadino non riesce a farsi le idee chiare attraverso i canali di informazione
di massa perchè essi hanno l'obiettivo preciso e cosciente di confonderlo al fine di poterlo reprimere e
sfruttare al massimo. Per combattere questa tendenza è necessaria una controtendenza. I giornali di controinformazione
educazione ed organizzazione della gente svolgono questo ruolo. Il nostro giornale rientra in questa categoria
generale. Nello stesso tempo persegue principalmente due obiettivi: 1) sviluppare l'unione tra diversi, eliminando
l'attrito tra persone simpatizzanti per differenti partiti, in funzione dell' affermazione di ciò che è
umanamente giusto e non di ciò che lo è soltanto ufficialmente; 2) intervenire soprattutto sulla
costruzione dei sentimenti di giustizia fraternità e rispetto, che sono più importanti delle idee.
Lo sviluppo del pluralismo. La maggior parte degli articoli del giornale sono di sinistra, come si può constatare facilmente. Particolarmente nel momento attuale! Comunque nei suoi cinque anni di vita il giornale ha pubblicato articoli e scritti vari che vanno dall'estrema destra all'estrema sinistra. Però è vero che quelli di sinistra sono molto di più!
Su questa base è stato detto che "il pluralismo non ha avuto adesioni e quindi non si è sviluppato!"
Penso che questa affermazione sia corretta in parte. E' vero che non c'è stato un grosso sviluppo quantitativo!
Non poteva essere diversamente perchè non è facile assimilare capire ed applicare il pluralismo.
Si tratta di una concezione nuova e controcorrente. Però bisogna tenere presente che, malgrado le difficoltà,
una piccola crescita c'è stata altrimenti non sarebbero potuti uscire 47 numeri del giornale. La crescita
si vede nel fatto che c'è una quantità stabilizzata di amici che scrivono, partecipano alle riunioni,
impaginano, curano ed ingrandiscono un Sito, diffondono e danno un contributo economico. Inoltre si deve considerare
che c'è stata anche una crescita qualitativa del pluralismo tra di noi. Le nostre discussioni sono molto
più pacate e costruttive. Personalmente sono più che contento di come va il giornale e mi auguro
che continui ad uscire per tantissimo tempo. Un giornale del genere è necessario!
Io credo che per poter dire che Il Sale è per un pluralismo vero, totale, cioè a 360 gradi, che è la mia opinione personale, non è necessario che gli articoli siano metà di sinistra e metà di destra. E' sufficiente il principio e la concezione pluralista. Per questo, secondo me, si può dire che Il Sale è un giornale pluralista pur essendo la maggior parte degli articoli soltanto di sinistra! Un domani potranno essere più gli articoli di destra che quelli di sinistra. Chi lo sa? L'importante è che rimanga il principio.
***
Restringere il Pluralismo all'antagonismo significa che di qua sono i buoni e di là i cattivi. Secondo me la realtà non è così. I buoni ed i cattivi sono mischiati ed anche la stessa persona è buona e cattiva nello stesso tempo.
***
Si è detto che "il pluralismo non viene capito perchè non è chiaro!" Io non credo che sia questo il vero motivo perchè "pluralismo" è una parola chiarissima. Io credo che l'incomprensione sia dovuta al fatto che non si è d'accordo. Si deve sempre tenere presente che è un'opinione di minoranza e controcorrente.
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Essendo il giornale pluralista, ognuno firma il proprio
articolo, quindi ognuno è responsabile solo di ciò che scrive, cioè delle idee programma obiettivi
ed analisi che espone. Non essendoci il Comitato di Redazione nè il Responsabile, il primo è sostituito
dall'assemblea che decide tutto ed il responsabile individuale dalla responsabilità collettiva. Quest'ultima
ha il compito di difendere e sviluppare i principi su cui si regge il giornale.
Il pubblicare articoli scritti da altri. Sul nostro giornale si possono pubblicare articoli scritti da altri presentandoli con il proprio nome o pseudonimo. Io penso che ciò esprima un forte spirito altruista perchè si permette alle persone che leggono di apprendere idee, opinioni che non conoscono e quindi di migliorare se stessi; inoltre la persona che presenta l'articolo di un altro, a mio avviso, rivela anche molta coerenza con se stesso perchè ciò che non riesce a dire lui per mancanza di tempo o di capacità lo lascia dire ad un altro, in cui si riconosce. Quindi è come se scrivesse lui stesso. Io ho diffuso per 7-8 anni giornali e volantini dove non scrivevo una parola perchè non avevo ancora imparato. Diversamente sarebbe un atteggiamento individualista-presuntuoso, di chi dice: "Io pubblico soltanto il mio articolo". Penso che ciò sia contrario alla morale rivoluzionaria.
Il volere convincere l'altro. Io non voglio convincere nessuno, ed è sbagliato, secondo me, discutere
per convincere. Bisogna discutere per spiegare e dimostrare l'oggetto della discussione. Il convincersi è
un fatto personale libero e spontaneo che l'individuo compie autonomamente, nella propria intimità, dialogando
con se stesso.
Non si possono fare "i lavaggi del cervello" o "martellamenti" come fanno i mass-media. La
conseguenza di questa "omologazione" è la scarsa capacità di autogiudicare dell'individuo
di oggi.
Il mio problema, quindi, non è quello di "volere convincere" ma piuttosto di: 1) rispettare l'altro;
2) operare affinchè l'altro si possa esprimere liberamente e pienamente; 3) fare in modo che la riunione
o l'assemblea, cioè l'aggregato umano in cui sono presente, possa decidere liberamente e democraticamente
qualunque cosa da essa ritenuta opportuna.
Nelle lotte del "68 si parlava di dare il Potere alle masse! Cominciamo con il partire da piccole cose, dandolo
alle riunioni ed alle assemblee.
***
Se la decisione presa in una assemblea sia a mio favore oppure no, è un fatto totalmente secondario, di importanza soltanto soggettiva. Il rispetto per le idee altrui viene prima che per le proprie. Inoltre è la forma più elevata di rispettare le proprie e di farle valere perchè in questo modo si invoglia l'altro ad ascoltare. Può sembrare impossibile, ma se si riflette in forma obiettiva e disinteressata ci si rende conto che è cosi.
L'importante è che tutti siamo liberi di esprimere
le nostre idee e non io soltanto le mie.
In base al principio della soggettività e della relatività per ognuno l'idea più importante
è la sua.
Però in base al principio della oggettività tutte le idee sono importanti e si pongono sullo stesso
piano, indipendentemente dal numero di persone che le seguono e dalla forza materiale di cui dispongono.
Per questo motivo io non dico che le idee rivoluzionarie sono superiori alle altre ma dico che, per me, soggettivamente,
sono le più importanti.
Antonio Mucci
(continua)
LA GRANDE ABBUFFATA DEL CENTROSINISTRA.
Lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo (per i nostri
pochi lettori). Il centrosinistra ha sbancato alle ultime regionali grazie al Cavaliere. Se, infatti, il Meganababbo
d'Arcore e la sua brancaleonica lustrascarperia non avessero governato così male, gli abruzzesi ad esempio
non avrebbero rovesciato valanghe di voti su Del Turco e compagnucci, ma avrebbero di nuovo pre-miato la gestione
mediocre, arrancante, travettistica ma non disastrosa di Pace e camerati (e forzitalioti e folliniani veteroga-spariani
e cuccioletti ninnanennadantoniani). Perché tanti voti a Del Turco, Roselli, Di Matteo, Verticelli e altri
inclassificabili lemuri? Forse perché bravi, mostri di competenza, prodigi di cultura, miniere di professionalità,
pensosi dei cittadini e non solo dei clienti? Suvvia, non scherziamo. Sono stati i berlusconidi nostrani, con il
vuoto ectoplasmatico della loro politichetta, a inviarli al Palazzo carichi di suffragi insperati, con il carro
dei comici ben stipato (Paolini, Mazzocca, la aennina Bianchi e altro pigmeume del subpoliticantismo).
Bravi come sono a mutilarsi dei loro attributi virili (si fa per dire…), i centrosinistrorsi si stanno alacremente
adoperando per mantenere al governo il "presidente operaio" e le sue cavallette fameliche. In che modo?
Sgovernando come peggio non si può, usando le risorse pubbliche a loro esclusivo beneficio, instaurando
un regime di follia spendereccia per portaborse fami-liari clienti accattoni nani e ballerine, come lasciò
fare Craxi che ci rimise potere e gloria. Vi ricordate quando il geniale Rino Formica disse: "Il convento
è povero ma i frati sono ricchi"? Ebbene, la prima cosa che hanno fatto Piero Marrazzo, neogo-vernatore
del Lazio, e Agazio Loiero, neogovernatore della Calabria, è stata quella di dire (e fare): qui ci siamo,
hic manebi-mus optime, cogliamo l'attimo fuggente (di quattro anni) e diamoci alle spese pazze. E allora via i
cortigiani, i leccapiedi, le anime morte (ma corpi ultraremunerati) delle vecchie amministrazioni e dentro i "nostri":
aumentiamo i posti (più siamo e meglio stiamo, contrariamente alla canzone di Arbore), le macchine blu,
gli assessorati, le commissioni e gli incarichi (inutili al 100%), i consulenti esterni (per assessori inventati
e quindi refrattari a qualsiasi consiglio), gli uffici stampa (ci sono tanti giornalisti, grafomani disoccupati,
analfabeti di ritorno e noi impieghiamoli tutti, tanto Pantalone non può opporsi…). Come riferiscono "la
Repubblica" e "Il Giornale" (addirittura la tribuna del Cavaliere guardiana del malcostume sinistrorso,
anche se silente per quello domestico della Cdl), in Calabria i trenta consiglieri di maggioranza (di centrosinistra)
sono tutti presidenti di commissione; e chi non è presidente è assessore, e chi non è assessore
è capogruppo. E ognuno può godere di un auti-sta, di un addetto stampa, di una segretaria, una vicesegretaria,
un assistente laureato e uno diplomato. Cinque, sei, per i più bravi anche sette persone a struttura, sette
contratti, sette impegni lavorativi, sette missioni da affidare. Insomma più poltrone (parassitarie, irresponsabili,
vampiresche, sprecadenaro) per tutti e più lavoro (cioè il contrario, un ozio legalizzato) per tutti.
Nel Lazio anche peggio. In quell'ente il precedente governatore, Storace (poi giustamente premiato come ministro
per aver perso, secondo le logiche all'italiana) aveva già dilapidato da par suo i quattrini della collettività,
arrivando a numeri di assun-zioni e di incarichi che si pensavano irraggiungibili. Ma quando mai? Il centrosinistra
è forse secondo a qualcuno? I bravi de-spoti delle candidature avevano presentato un ometto di paglia, tale
Piero Marrazzo, che non aveva nessuna dote (mediocre giornalista, l'antitesi di quel giornalista coraggioso che
fu suo padre) ma si presentava, per via della conduzione di un trasmis-sione televisiva inventata da Antonio Lubrano,
come il difensore civico dei cittadini dagli sprechi pubblici e dalle prepotenze del potere, il sostenitore del
diritto alla trasparenza e al rispetto delle leggi, il paladino incontaminato dell'onestà. Anche lui si
sarà detto: sono più fesso di Storace? Paladino io, sì, ma dei miei privilegi. E che ti partorisce
questo genio, premiato dal voto per punire l'arroganza di Storace? Aumenta gli assessori (da 12 a 16), il personale
di segreteria (da 137 a 177), i collaboratori (da 253 a 292), i superconsulenti esterni (ben 13, pagati come l'Aghà
Khan, a peso d'oro), le commissioni (da 14 a 24), i pre-sidenti, i vicepresidenti, i capisegreteria, i benefit,
le autoblù, i viaggi (nessuna classe dirigente politico-amministrativa viaggia tanto a spese dei cittadini
come quella italiana). Obietta l'ingenuo: avrà attinto persone dagli organici regionali, macché,
chi lavora alla regione per concorso o per meriti professionali, ha l'unica funzione di occupare una stanza o soltanto
una sedia. Marrazzo quindi supera elettoralmente Storace ma lo surclassa per malcostume. Storace passerà
per un Quintino Sella. Evvi-va.
Obietta ancora l'ingenuo: sì, d'accordo, a Roma e in Calabria i governatori fanno strame della buona amministrazione,
ma in Abruzzo no, qui la guida immacolata di Senzamacchia Del Turco farà sentire la diversità, viene
dal sindacato lui, anche se per una vita ha dovuto sopportare i comunisti, inoltre è un artista che si macera
nel tormento estetico, infine ha tuonato contro i versipellismi e i voltagabbana. Vedrete. Aria nuova con il Catone
di Collelongo. Non scucirà un baiocco per una sbavatura di bilancio, per un spesa che non sia necessaria,
per un capriccio della signora Bianchi, per una voluttà del globe trotter Paol(inetto).
In realtà le cose stanno andando diversamente e soltanto la prudenza (è una litote…) della stampa
locale ci vieta di sapere co-me vanno le cose. Ma non vanno bene. A cominciare dalla raffica di superconsulenti
assoldati (o annunciati) dal neogoverna-tore, che ha già rimpinguato il think tank di superesperti con il
prof. Vincentelli, chiamato a fare quello che dovrebbe fare la aennina Bianchi, ormai priva di mansioni e destinata
forse ad animare l'asilo nido o il cronicario della Regione. Per il resto attendiamo, ricordando un particolare.
In un vecchio ritaglio ("Il Messaggero", 17 dicembre 1997) leggiamo che il consigliere regionale del
Ccd, Mario Amicone, aveva rivolto un'interpellanza per sapere come mai il vice presidente della giunta regio-nale,
Marco Verticelli, aveva fatto deliberare dalla giunta l'acquisto di una Lancia Kappa, modello "K 2.0"
di colore blu, alla ditta Fiat Auto V.A.R. srl di Torino, dotata di air-bag lato passeggeri, autoradio con frontalino
estraibile, cerchi in lega e lava-fari. La precedente Kappa, dopo un incidente, era finita dal rottamaio. Sembra
infatti che la gestione della giunta guidata da Falconio (poi rottamato anche lui con una capriola a destra da
vertigine) sia stata molto spensierata. Bisogna capirli. Il Verticelli, senz'arte né parte, grigio funzionario
dei DS, doveva riscattare anni di vita dura, di stipendi da convento povero e non sempre puntuali, di sacrifici
come si convenivano a chi aveva fatto una scelta "rivoluziona-ria" (così dicevano i comunisti
di una volta), di panini con mortadella dopo mattinate a diffondere "l'Unità" a piedi o al massimo
con una bicicletta. Improvvisamente il colpo di fortuna, l'elezione e la vicepresidenza della giunta regionale,
la vita (e il portafoglio) che cambiano radicalmente, beh, si vorrà concedere al militante eroico di battaglie
per il progresso almeno una macchina da commendatore. Perché scandalizzarsi? Lo scandalo se mai era nella
sua elezione, nel cencellismo di chi ne aveva fatto un amministratore, quando a ripagarlo del suo galoppinismo
per il Partito bastava un posto di autista o di vice-portaborse o di aiuto-addetto alla mazzetta dei giornali.
Il mio paziente lettore a questo punto dirà: ma insomma, sei anche tu di sinistra, non puoi pensare che
tra gli scrocconi della destra e quelli della sinistra non vi siano differenze, dovresti usare finezze espressive
nel trinciare giudizi su chi hai contri-buito ad eleggere, la sinistra non è solo Verticelli o Paolini ma
anche fior di galantuomini. Rispondo: sono anch'io di sinistra, lo sono stato per una vita fino ai miei attuali
sessantasei anni, so distinguere tra mangiaufo di destra e di sinistra (sono tutti uguali, quelli di sinistra peggio
perché moralisti a parole e maialetti nei fatti), il linguaggio adatto agli uomini e alle forze po-litiche
lo userei ben volentieri se vedessi che lo meritano. Ma questa sinistra mi fa schifo più di berluscolandia,
perché molti le hanno creduto pensando di cambiare le cose (non il pasoliniano sogno di una cosa che è
utopia), si sono emozionati a suo tempo ascoltando parole come "austerità" e "questione morale"
da gente come Enrico Berlinguer il cui solo nome oggi fa venire il fumo negli occhi. La sinistra, quella del PCI
e in tanta parte del PSI e di altri gruppi e movimenti, è stata serbatoio di ideali e di tensioni morali,
deposito di tradizioni da conservare e di memorie da difendere, laboratorio di idee e di proposte per vivere meglio
tutti, rimuovendo ingiustizie ineguaglianze razzismi. Questa di oggi è la farsa dopo la tragedia, la parodia
di una storia che va sfrigolando in una palude di indifferenze e di cinismo, la versione grassamente corporativa
del carrierismo di bande di poveracci. Con macchine e autisti, viaggi e vacanze, corti dei miracoli e borse (pubbliche)
allegre, ma sempre poveracci. So che a sinistra ci sono fior di galantuomini, ce ne sono anche a destra. Ma dove?
Rinculano sempre più fino a divenire invisibili. Tra Agostino e Tommaso sono con quest'ultimo: se non li
vedo, non ci credo.
IL POLITICO A TEMPO PERSO
Tra Giulio Rapetti, in arte Mogol, e Ottaviano Augusto Del Turco
esiste una lunga amicizia. In un'intervista ad Aldo Cazzullo, sul "Corriere della Sera" (28 giugno 2005),
Mogol ha detto: "Conosco Del Turco da trent'anni, lui sa tutti i miei testi a memoria, io apprezzo i suoi
quadri; Ottaviano è un pittore che a tempo perso fa politica". Forse è per questo che Del Turco
ha invitato Mogol a collaborare. Gli avrà detto: "Caro Mogol, tu lo sai più di tutti, la politica
non è per me, è per gentucola disoc-cupata e morta di fame, io sono un artista, un pittore come Fanfani
(Amintore) e Guttuso (Renato, sì quello comunista, pur-troppo…). Perché non collabori alla mia avventura?
Altrimenti dovrò assumere un sapientone anche per me…". Non saranno state le parole precise del Sommo
Artista, ma sembrano verosimili…
L'OMINO CHE SI INNAMORO' DI FAUST
Ad un convegno abruzzese dello SDI interviene Borselli, il segretario nazionale. Al tavolo di presidenza ci sono Ottaviano Augusto Del Turco, il suo capo dei pretoriani, Lamberto Quarta (che assegna compiti ruoli e prebende ai cencellizzati di go-verno, cioè a tutti), altri privilegiati dal voto antiberlusconiano alle elezioni regionali e Cesaretto Camillone. Chi è Cesaretto Camillone? Difficile dirlo. Nasce (politicamente) sindacalista Cgil della "terza componente", quella a sinistra delle sinistre, barricadiera, anticapitalista, nemica dei compromessi, tutta un crogiolo di purezza rivoluzionaria, quasi un Walhalla di eroi. Ma i congressi urgono, la terza componente declina, occorre scegliere: da che parte? Camillone tituba, oscilla, amletizza, si dibatte tra dilemmi atroci, si rode il fegato, tentenna, "sciuvola e (non) casca", manda in aria una monetina, vorrebbe essere ghermito dalle braccia dei comunisti che non ha mai contrastato, ma -ecco il miracolo- tra la sorpresa di tutti sceglie i sociali-sti. La strada procede però a zig zag con quei pasticcioni dei nuovi compagni, ma c'è Craxi e l'avvenire è luminoso. Poi la routine, la noia dei direttivi, il tonfo di Bettino. Per Cesaretto Camillone l'orizzonte si profila come il deserto dei tartari di Buzzati. Anche lui, come il tenente Drogo, attende l'arrivo dei tartari, di chi lo può far emergere da quel pantano di taedium vitae, da quella pozza di angoscia in cui è naufragata la sua voglia di cambiare il mondo (quello piccolo, il suo). Ma perché lottare per gli operai, gli ospedalieri, i pensionati? Camillone, dall'alto del suo abnorme cognome (così spropositato per un omino piccino picciò) medita di emigrare in Amazzonia, povero come San Francesco e incorrotto come Che Guevara. Ma la dea degli audaci gli invia un messaggio. E che ti fa il carlopisacane delle plebi oppresse? Vende l'anima, come Faust. Viene arruolato come dirigente (risum teneatis!) del personale dall'impresario delle cliniche che fino al giorno prima aveva guardato da feroce antagonista. Salta il fosso, passa dall'altra parte della barricata, dà un calcio a un passato di sedicente difensore dei lavoratori e passa al servizio, perinde ac cadaver, di chi aveva combattuto. Un balzo nel reddito, un'ascesa nelle viscere del rampantismo piccoloborghese, un cambio di pelle (e di altri concreti accessori). Ma Cesaretto è un roditore di lungo pelo, un apote (che non la beve) ma la fa bere agli altri. Ai suoi compagni socialisti ad esempio che non dicono né ai né bai dinanzi a questo signorino che si è rimpannucciato mutando casacca, non organizza più scioperi ma crumiraggi, non frequenta le fumo-se stanze della CGIL ma è presente ai party salottieri, non legge più "Il Manifesto" ma "Il Foglio" o tutt'al più "Il Riformi-sta", mira a entrare nel Rotary Club, ha sepolto un passato vissuto bene o male (o così così) all'insegna della difesa dei diritti di tanti per un presente alla cuccia del profitto di uno solo. Continua a dichiararsi socialista anche se è divenuto il famulo pa-gatissimo e ligio agli ordini di chi i socialisti li metterebbe tutti nel gabbio (o a lavorare gratis nei suoi opifici). Cesaretto in-somma è un voltagabbana come James Bondi, il Pallore Gonfiato che da sindaco comunista di Fivizzano è finito nell'anticamera di Arcore. Ma Bondi, coerentemente, si è schierato a destra, mentre il Camillone rimane a sinistra (chiamia-mola così). E viene candidato con il suo ex compagno di sindacato, l'Ottaviano Augusto Del Turco, che imbarca tutti, anche donne aennine. Una bella storia di trasformismo schizoide, si cambia (o si spegne) la coscienza, ma non la tessera di partito. Non so perché ma a questo politicantismo senz'anima, poveraccista, si addice la parola di Cambronne: "Merde!".
GIACOMO D'ANGELO
Komputer! Komputere/
devi U.$.A.re Komputer
quella e$$ere vera grande Rivoluzione di Bu$ine$$ & Marketing...
Komputer! Komputer! / devi U.$.A.re komputer...
Ma dove credi esere ancora?/ nel Diciasseete? Nel Diciooto?
Tu rifiuti Komputer perché ameriKano/ perché I.T.T. finanziato golpe cileno
contro governo nazionalista...verniciato di rooso.
Anticapitalismo di destra( anche Papa essere anticapitalista! )
Antiamericanismo di destra( anche Hitler antiamericano! )
Antiglobalismo di destra ( essere alcuni fascisti contro globalizzazione!)
Komputer, Komputer/ mi hai rotto Komputer
poi a me mandato cartolina stupìda/ no ti voglio più vedere
voglio restare lontano da te/ il più possibìle...
Gianni Donaudi ( 1 )
( 1 ) - Il monologo rispeKKia il pensiero di un ex- ultra$inistraro di area anglo/ $a$$one, oggi tutto convertito
alla logica del Komputer, del bu$ine$$ e di tuto ciò ke la fottuta " società" post- moderna
ci "offre" . Preso a sé potrebbe essere 1 caso patologico. Ma noi ci kiediamo se nella ' area
di questa sedicente " sinistra" coliticamente corretta, tali pemsieri non siano ormai la NORMA!
E' OREA KE LA SINISTRA AUTENTICA LA SMETTA DI AVERE COMPLESSI DI INFERIORITA VERSO LA MERDA TEKNOLOGIKA ED EKONOMICI$TA
DEL LIBERALKAPITALI$MO , E LA SMETTA DI AVERE PAURA DI ESSERE ACCUSATA DI " ANTIQUATO" .
RICORDIAMOCI KE PROUDHON, BLANQUI, BAKUNIN E , IN PARTE LO STESSO MARX( ALMENO PRIMA DEL SUO FOTTUTO VIAGGIO IN
QUEL DI LONDRA) , ELABORARONO LE LORO TEORIE C O N T R O IL C.D. " PROGRESSO" INTESO IN SENSO POSITIVISTICO
800ESCO.
W L' UTOPIA DUNQUE!!!
PER UNA L I B E R T A R I A RIVOLTA CONTRO IL MONDO MODERNO!
" ...nulla vi è di più tecnicamente, moderno di Auscwitz & Hiroshima..."
Costanzo Preve su " Indipendenza
Presentato da Gianni Donaudi
1° luglio 1876
- 1° luglio 2005
129 ANNI SENZA BAKUNIN
Neanche 130 anni fa, moriva a Lugano Michail Aleksandrovic Bakunin, apostolo di Libertà, esempio di devozione
alla causa rivoluzionaria, perfetto teorico, grandissimo agitatore politico, insurrezionalista convinto, socialista
fino alla morte, fondatore del pensiero e del movimento anarchico.
Nacque in un paesino sperduto della Russia, Premuchino vicino Tver, in un lontano maggio del 1814, da una famiglia
aristocratica decaduta.
Primogenito di cinque sorelle e di cinque fratelli, entrò all'età di 15 anni nella scuola d'artiglieria
di Pietroburgo, dove rimarrà solo per tre anni.
Dimessosi, iniziò a studiare materie letterarie, filosofiche, scientifiche.
Conobbe i maggiori intellettuali dell'epoca: Belinskij, Herzen, Stankevic, Turgenev, ecc.
Venendo a contatto con la filosofia di Hegel, diventa un radicale della sinistra hegeliana.
Partecipa attivamente a diversi moti popolari, tra cui quelli di Germania e Boemia nel '48. Arrestato e condannato
a morte dalla Prussia, viene consegnato all'Austria ed infine alla Russia, dove sconterà la lunga pena nella
peggior cella del famosissimo e durissimo carcere di Pietro e Paolo. Deportato successivamente in Siberia, evade
fuggendo in Europa riprendendo la sua attività rivoluzionaria.
Aderisce all'AIT divenendo il principale avversario del Comunista Autoritario Carlo Marx.
Il suo pensiero Anarchico e Socialista Libertario, influenzerà generazioni e generazioni di giovani anarchici.
Il grande valore di Bakunin fu quello di "dar la fede, la febbre dell'azione e del sacrificio a tutti quelli
che avevano la ventura di avvicinarlo. Di lui è sempre viva la critica radicale al principio di autorità
e dello Stato che lo incarna; viva è sempre la lotta contro le due menzogne, le due forme con le quali si
opprimono e si sfruttano le masse: quella democratica e quella dittatoriale. E vivi ancora sono soprattutto l'odio
intenso contro tutto ciò che degrada e umilia l'uomo, e l'amore illimitato per la libertà…"
(Errico Malatesta)
Il suo corpo riposa tutt'ora nel cimitero di Blumesgarten a Berna, sotto una semplice pietra col suo nome. Contrariamente
alla tomba di Marx, su cui è stato eretto un poderoso monumento, gli Anarchici non vollero costruire alcun
memorabile, proprio in spregio all'idea di autorità ed al culto della personalità.
Noi Anarchici, ricordiamo M.A. Bakunin ogni qualvolta, nelle manifestazioni, facciamo garrire al vento le nostre
Nere Bandiere.
E ci auguriamo che sempre più gente inizi ad amare la Libertà, e cominci a lottare per la conquista
di Essa.
Nella convinzione che "nessun individuo può riconoscere la sua propria umanità né
per conseguenza realizzarla nella sua vita, se non riconoscendola negli altri e cooperando alla sua realizzazione
per gli altri. Nessun uomo può emanciparsi altrimenti che emancipando con lui tutti gli uomini che lo circondano.
La mia libertà è la libertà di tutti, poiché io non sono realmente libero, libero non
solo nell'idea ma nel fatto, se non quando la mia libertà e il mio diritto trovano la loro conferma e la
loro sanzione nella libertà e nel diritto di tutti gli uomini miei uguali." (M. A. Bakunin)
Vincenzo Cialini - Giulianova.
Di Michele Meomartino
" La bellezza salverà
il mondo "
F. Dostoewskij
Dopo la tragedia del secondo conflitto mondiale, il bando di
dittature tra le più feroci della storia e l'avvio di un'epoca di pace tra le nazioni con la costituzione
nel 1948 delle Nazioni Unite abbiamo ardentemente sperato che gli imperi e con essi le guerre fossero definitivamente
tramontati.
L'equilibrio del terrore sancì una tregua quarantennale tra i due blocchi e garantì uno stato di
sostanziale non belligeranza per gran parte delle nazioni, mentre le superpotenze mondiali continuavano inopinatamente
ad armarsi di ordigni di inaudita potenza e distruzione.
Ma l'enorme potenziale bellico accumulato negli arsenali serviva e tuttora serve anche a difendere e garantire
che una minoranza della popolazione mondiale consumi la maggior parte delle risorse del pianeta con conseguenze
devastanti sul piano ambientale e sociale.
Con il crollo dell'ex impero sovietico alla fine degli anni ottanta, tutto sommato con un " epilogo incruento
", l'umanità finalmente avrebbe potuto e dovuto inaugurare una nuova epoca di autentica pace per tutti
i popoli con un Onu rinnovata e pienamente sovrana.
La storia, invece, come purtroppo sappiamo, ha preso tutt'altra piega : l'Onu è poco più che un organismo
formale senza un reale potere, il rombo dei cannoni ha ripristinato le ragioni della forza su quelle della politica
e una nuova era, quella dell'impero statunitense, è stata inaugurata.
Non pace e diritti per tutti, quindi, ma l'imposizione di una nuova " Pax ", di romana memoria, dove
prima di tutto vengono gli interessi dell'impero. Non più accordi bilaterali, che pure andavano maggiormente
estesi, ma l'unica superpotenza si riserva di poter intervenire unilateralmente, a sua insindacabile discrezione,
con la sua paurosa macchina da guerra, là dove si ritengono minacciati i suoi interessi o semplicemente
non assecondati.
Una mostruosità giuridica che decreta la fine dell'Onu e sancisce un nuovo ordine mondiale, dove gli interessi
economici e finanziari dei paesi ricchi sono l' unico parametro di riferimento e le inevitabili reazioni di interi
popoli depredati sono la logica conseguenza di questa ingiusta politica di rapina.
Eppure la stragrande maggioranza dell' opinione pubblica mondiale non vuole la guerra, ma vivere in pace, anche
se, forse, non sempre è consapevole che essa si costruisce quotidianamente prima di tutto con se stessi,
e poi con scelte di vita coerenti e autenticamente di pace.
E mentre una visione del mondo imperiale si alimenta e prospera nelle divisioni, a volte diabolicamente escogitate
e favoleggia di scontro di civiltà, un'altra visione, " un altro mondo possibile ", cerca di farsi
strada attraverso la costruzione di relazioni più giuste, eque, solidali e nonviolente.
Ormai siamo giunti ad un bivio, da cui, forse, non è più possibile tornare indietro : o nel mondo,
prevarrà definitivamente una visione apocalittica, un rinnovato manicheismo che divide bene e male, sommersi
e salvati, e allora ci approssimeremo alla fine, oppure un nuovo " Nomos " inaugurerà una nuova
era di pace tra le nazioni.
Un nomos ispirato ad un'autentica fratellanza tra i popoli, come tutte le più grandi religioni e filosofie
insegnano, che non scinde il destino dell'umanità perché esso è unitario e dove la pace e
i diritti sono indivisibili e inalienabili per tutti i cittadini e non solo per una parte privilegiata.
Un nomos che bandisce la violenza dalla storia degli uomini e rende tabù la sua forma più estrema,
che è la guerra, e fonda un altro ordinamento che poggia sulla nonviolenza, come l' unica alternativa capace
di disarmare ogni forma di oppressione e di scongiurare la follia dell'autodistruzione.
E' una pura illusione pensare che il male si vince con un altro male, perché semplicemente lo raddoppia
e innesca una spirale perversa fallimentare. Finché non si va alle radici infette del male, alla fonte che
lo produce, alle cause che lo scatenano rimarremo sempre vittime dei suoi assurdi meccanismi. Il male non viene
da fuori, ma è dentro ognuno di noi, non lo si combatte eliminando il suo portatore, " chi è
senza peccato scagli la prima pietra ", e male e bene convivono in ogni creatura, ma attraverso una nuova
consapevolezza etica, una conversione spirituale in cui ogni uomo sperimenta il parto di una nuova nascita. Il
compito che spetta ad ogni costruttore di pace è quello di essere un testimone fedele al servizio degli
altri e di partecipare attivamente alla vita politica , civile e sociale della sua comunità nella chiarezza
degli intenti e nella trasparenza dei propri atti.
In questa prospettiva assumono un ruolo importante le varie culture dei popoli, perché non è ipotizzabile
un vero cambiamento, profondo e duraturo, se non si attivano adeguatamente tutte quelle iniziative culturali che
elevano la qualità della vita di tutti i cittadini.
Da sempre le culture dei popoli si esprimono anche attraverso le sue infinite forme artistiche, anzi, tramite il
suo linguaggio, l'uomo è in grado di comunicare messaggi che nessuna parola umana è capace di esprimere.
Le opere artistiche sono importanti non solo per la loro bellezza estetica, ma anche e soprattutto per il loro
valore simbolico, per la loro capacità evocativa.
Tra le immagini simboliche hanno un mio particolare gradimento quelle " non partigiane ", e cioè
quelle che hanno un valore e un significato universalmente riconosciute, come per esempio quello rappresentato
dall'arcobaleno. I colori dell'arcobaleno sono una sintesi mirabile della " convivialità delle differenze
" e ogni singolo colore che lo compone è bello, ma unito agli altri sei diventa bellissimo. Una metafora
che non annulla le singole identità in un' indistinta cromia, ma ne inventa un'altra che le sublima.
Esso collega cielo e terra, unisce e non divide; il suo apparire preannuncia il bel tempo ed è foriero di
gioia e di speranza.
Tutti questi significati che gli vengono attribuiti lo fanno assurgere ad " emblema della pace universale
".
Il valore simbolico dell'arcobaleno non è una moderna invenzione, un vezzo modaiolo, ma ha un significato
antichissimo. Già nel libro della Genesi si narra che il Creatore, dopo essersi " pentito " del
diluvio, promette che non ricorrerà mai più a questa tremenda punizione e stabilisce un nuovo patto
con l'umanità e per tutte le generazioni future ponendo l'arco sopra le nubi come segno di questa promessa.
Quindi, è un segno di riconciliazione che preannuncia l'instaurazione di un'epoca di pace quando finalmente
ci sarà una vera riconciliazione tra tutti gli uomini e tra tutti gli esseri viventi.
Ritornando alla funzione dell'arte e senza inoltrarmi sul terreno minato delle definizioni, che, comunque, per
quanto interessanti, sono sottoposte alla legge della soggettività, penso che la metafora policromatica
dell'arcobaleno ci offra più di uno spunto di riflessione.
Innanzitutto la sua vocazione relazionale in cui l'io ( l'unità ) si armonizza nel suo insieme entrando
in un rapporto empatico con gli altri.
Una relazione che non avviene solo su un piano orizzontale, all'interno di una visione antropocentrica, ma, dal
momento che l'arcobaleno è visivamente un ponte , la funzione relazionale dell'arte, senza scomodare ipotesi
metafisiche o rivelazioni fideistiche, abbraccia in un unico afflato tutta la vita e tutta la creazione ( per i
credenti ).
Ed è all'interno di questa prospettiva olistica che anche l'arte, con le sue innumerevoli espressioni, prefigura
e anticipa un altro mondo possibile.
La forza dell'arte di evocare nuovi immaginari è ben nota ; basti ricordare la scultura bronzea posta davanti
al palazzo di vetro dell'Onu. Qui, la figura arcuata di un uomo si erge maestosa in tutta la sua plasticità
e tensione espressiva, mentre spinge una spada che si sta trasformando in un aratro rendendo vivo e palpabile il
sogno di Isaia, che tremila anni fa, osò profetizzare annunziando un'era di pace.
Tuttavia, l'arte nel suo divenire, nella sua ricerca estrema, nella sua eterna tensione creativa, che la proietta
all'esterno verso nuove e ignote mete, non dovrebbe mai perdere di vista il suo fine più importante e cioè
quello di ausilio e mezzo cognitivo.
Uno strumento di conoscenza che non deve separarsi dalla sua umanizzazione perché essa fa parte dell'esperienza
umana ed è un esigenza insopprimibile, come l'aria che respiriamo.
La tensione creativa, spesso inebria l'artista, gli fa " toccare il cielo con un dito ", lo fa vivere
in uno stato di grazia, un 'esperienza, per molti, quasi mistica.
Tuttavia, " la partecipazione alla creazione " nasconde delle trappole, che è bene saper riconoscere,
come, per esempio, la ricerca spasmodica delle luci della ribalta. L'arte se non vuol rimanere prigioniera del
suo narcisismo deve abbassarsi nella polvere della storia e scoprire l'alterità.
Questa " discesa " nel cuore dell'umanità è indispensabile per non perdere di vista il
rapporto con l'autentico. I sogni di gloria, inebrianti e fallaci, consacrano l'artista nell'olimpo dei semidei,
ma lo allontanano dal reale e falsano le sue relazioni ponendolo al centro del suo interesse.
Si entra così in un mondo di cartapesta, dove va in scena il personaggio, con i suoi riti e le sue manie,
e dove ognuno recita la sua parte in un mondo di finzioni e ammiccamenti.
L'arte, invece, deve scandagliare le " infinite " possibilità dell'umano, spingersi anche oltre
l'astrazione, ma l'artista nel farsi uomo non deve perdere mai di vista il rapporto con il reale, soprattutto per
non essere alienati e poter ritrovare se stessi, altrimenti, le sue molteplici e multiforme espressioni diventano
un vezzo vacuo ed elitario, semplici elucubrazioni, quando non diventano dei veri e propri incubi. Un'atroce chimera.
Il mito di Icaro è un monito che non possiamo ignorare, come non possiamo ignorare la lezione di re Salomone,
che con tutta la sua sterminata sapienza non osò paragonarsi ad un giglio.
E così, mentre i processi cognitivi ci scaraventano nel mondo della dualità, spesso separandoci dall'altro,
una proposta conviviale di pace e di solidarietà ci permetterebbe di raccordarci e sperimentare l'amicizia.
E', forse, questa Arte, come esercizio di amicizia che si alterna ai momenti della sperimentazione solitaria, vissuta
con libertà e responsabilità, la nuova prospettiva che mi interessa percorrere.
L'artista prima di esprimersi attraverso il suo genius è un uomo in carne ed ossa. Ed è propria la
ricerca della propria umanità, a mio avviso, il contributo più bello e sincero che ogni artista potrebbe
dare alla costruzione della pace.
Sulla legge 19 febbraio
2004, n. 40
"Norme in materia di procreazione medicalmente
assistita"
(prima parte)
Quest'articolo arrivando dopo il referendum sulla legge 40 può servire come ulteriore riflessione, poiché,
in ogni caso, la legge dovrebbe almeno essere ripensata da tutta la società civile e dalle forze parlamentari
soprattutto dopo la lettera inviata a Ciampi da un centinaio di ricercatori e da probabili ricorsi alla corte costituzionale
per risolvere le varie contraddizioni in seno alla legge.
Le prime considerazioni che si possono fare sulla legge 40 sono di questo tipo:
La legge, voluta fortemente dalla chiesa e da una parte del parlamento e della società, non ha avuto un
gran dibattito di tutta la società civile, com'è avvenuto in Inghilterra e in Francia.
Di quali valori e criteri il legislatore avrebbe dovuto tener conto nella stesura della legge, dei cattolici, d'altre
confessioni, o avrebbe dovuto cercare un bilanciamento tra valori etici differenti, per cui il percorso di realizzazione
della legge avrebbe dovuto essere simile a quello della cost. italiana, creata tramite un gran raggio di forze
politiche?
Dobbiamo considerare la difficoltà d'analisi sulla legge che implica riflessioni filosofiche, etiche, politiche,
economiche e l'incapacità delle forze politiche di gestire una tal tematica, dovuta anche allo scarso valore
di rappresentanza, visti i modi della politica e lo scollamento con la base elettorale.
L'accanimento della chiesa e di alcuni partiti sulla salvaguardia dell'embrione quando poi sembrano non completamente
interessati all'uomo, se non in una posizione di facciata o addirittura non agiscono politicamente e socialmente
a favore della persona nel modo più efficace, sarebbe stato più coerente affermare solo l'interesse
per l'embrione e non per l'uomo o donna che nascerà da esso, gettato spesso nella vita. Vedi i rapporti
tra AN e la mafia/camorra e tutti i suoi morti, l'utilizzo della piccola malvivenza per motivi politici e per creare
tensione. La chiesa che non si schiera mai con forza contro la mafia e le morti che crea, o in difesa dei milioni
di persone che muoiono ogni giorno nel mondo.
Dovremo ricordare le leggi sulla razza del regime fascista, sul controllo della sessualità e la procreazione
per la salvaguardia della vita, quando la loro politica era intesa a sopprimere (anche fisicamente) o mandare al
confino tutti quelli che non accettavano il loro dettato.
E' difficile considerare che persone, gruppi, partiti, fedi che hanno interessi differenti da quelli che proclamano
possano affrontare con coscienza questo tema, la Chiesa e AN sembrano più interessate a regolare tutto ciò
che riguarda la famiglia e la procreazione/sessualità per fini di controllo dei cambiamenti sociali, d'altra
parte chi è d'accordo sulla ricerca biotecnologica pare interessato più ai guadagni che possono essere
realizzati in questo settore, anche con la brevettazione.
I fautori del "NO" sono interessati a stabilire quando, dopo la concezione, si può parlare
d'essere umano o il loro problema rimane quello dell'anima, perché nel dibattito prereferendario quest'ultima
idea è stata altamente dimenticata.
Nel caso di interesse verso l'anima del concepito, dal punto di vista etico-morale, pur essendo una legge sostenuta
dalla chiesa cattolica romana, è contraria alla vera dottrina cattolica per quanto riguarda il discorso
sull'anima al momento della nascita. Bisogna considerare che altri cattolici (protestanti e valdesi) hanno visioni
differenti su ciò e sulle tematiche quali la procreazione, l'aborto, l'eutanasia. La religione cattolica
inoltre non ha il diritto di copyright sulla fede, esistono altre religioni (tra cui quell'indiana) che credono
alla reincarnazione dell'anima, in questo caso non è possibile uccidere spiritualmente l'essere umano, la
sua incarnazione sarà soltanto spostata nel tempo. Sulla base del catechismo cattolico si desume, che solo
Dio abbia diritti sull'anima dell'uomo e che l'anima non può mai essere uccisa da qualsiasi essere umano,
al massimo non si consente l'unione dell'anima all'essere umano.
S. Tommaso afferma che l'anima si unisce al corpo dopo quaranta giorni nell'uomo e 80 giorni nella donna,
la scienza (a favore della chiesa nel migliorare la sua dottrina) sostiene che la sensibilità dell'embrione,
l'avvio del sistema nervoso, si ha invece dopo quattordici giorni.
Occorrerebbe una riflessione sull'etica del sacrificio e sulla concezione della patologia come norma sociale.
Esistono dubbi in merito anche ai fautori del "SI" sulle discipline biotecnologiche.
La legge non ha ricercato un bilanciamento fra gli articoli costituzionali ma è tutta spostata verso la
salvaguardia dell'embrione contro: la madre che ha diritto anch'essa alla tutela della vita anche nell'accezione
psicologica, contro la ricerca, contro la fecondazione eterologa, contro la donna minorenne, esseri del medesimo
sesso, non valutando la possibilità di concezione della famiglia allargata, per cui possono coesistere dal
punto di vista psicologico figure maschili e femminili; per cui considerando gli articoli 2 (del diritto alla vita)
e 32 (del nascere sano) si sarebbero date maggiori possibilità nella legge per raggiungere queste finalità.
Sulla base del Trattato europeo art. 12, si potrebbero considerare le discriminanti di questa legge in base alla
nazionalità e alle condizioni economiche, per cui chi ha, nel proprio paese, una legge maggiormente libertaria
potrà accedere più facilmente alle varie tecniche, invece chi vive in un paese con più grandi
restrizioni dovrà spostarsi o non vi potrà accedere per questioni economiche, vediamo che già
questo si sta verificando, ad esempio verso la Spagna.
Rispetto alla fecondazione eterologa, non si comprende appieno il non accettarne la possibilità, dato che
anche nell'adozione abbiamo un figlio di padre sconosciuto e non per questo non potrà essere amato ed educato
in piena coscienza e attenzione, la responsabilità verso i figli dovrebbe prevalere sul dato meramente biologico,
inoltre il principio di naturalità non è enunciato a livello di Costituzione invece è ammesso
per trattato dell'U.E.
Si creerà un turismo creativo europeo per le differenti leggi esistenti, (art 59 e 60 U.E.) che prevedono
la libera circolazione dei servizi, compresi quelli sanitari (per chi vi potrà accedere), in disaccordo
con l'art. 3 della C.I. che afferma i principi di uguaglianza tra i cittadini.
Piero Lanaro
Sulla legge 19 febbraio
2004, n. 40
"Norme in materia di procreazione medicalmente
assistita"
(seconda ed ultima parte)
Quale poteva essere il percorso per arrivare ad una legge discussa in modo più collegiale?
· Si sarebbe dovuto identificare a priori i reali valori della collettività
· Verificarli e ricondurli sulla base della Costituzione Italiana
· Redigere delle regole che valgano per tutti
· Contemperando i valori riconosciuti maggioritari con quelli minoritari ed individuali
· Invece di una legge, poteva essere seguito il percorso di una regolazione della materia da parte di un'autorità
amministrativa indipendente, (che avrebbe avuto più flessibilità di giudizio anche in conformità
a un superamento della legge dovuta alla ricerca biologica)
· Si sarebbe dovuto tener conto delle scelte di ogni individuo (art.32 Cost. Italiana) e del rispetto
delle convenzioni religiose differenti dalla religione cattolica (art. 8, 19 C.I.)
· Rispetto qualità della vita, di tutti gli attori nella legge, anche il padre e la madre
· Si sarebbe dovuto tener conto di vari articoli costituzionali: art.31 comma 2 sulla protezione
della maternità; art.13,32 diritto alla vita e salute della donna gestante; art.2 libertà
di procreare; art.14,15 sulla libertà del matrimonio e sul fondare la propria famiglia e sul rispetto
della vita privata; art.13 comma 1 l'impianto di un embrione malato confligge con il diritto alla procreazione
(di un figlio sano); art.9,33 libertà della ricerca scientifica; art.3 l'impianto di tre embrioni
confligge con il canone di ragionevolezza che deve informare le scelte del legislatore; art. 32 sul trattamento
sanitario obbligatorio nel limite del rispetto della dignità umana; con la decisione della Corte Costituzionale
sul diritto della salute della madre prevalente sulla vita (diritto) dello embrione; dell'art. 12 Convenzione
europea sui diritti dell'uomo
· Occorreva informarsi sul contrasto con la legge sulla interruzione di gravidanza, per quanto riguarda
i danni causati alla madre, anche di tipo psicologico con l'impianto di un embrione malato
· Un buon sistema giuridico non proclama valori irrealizzabili che spingono alla fuga, alla clandestinità,
all'espatrio, alla cancellazione di fatto della regola enunciata
Com'è impostata la legislazione inglese in materia? Legge 145 del 28/03/2001
La legge inglese vieta l'impianto di gameti non umani rispetto alla donna e viceversa, vieta espressamente la clonazione
(a differenza di quello che afferma Ratzinger, le varie leggi inglesi, francesi, americane, italiane et. vietano
assolutamente la clonazione umana), la ricerca è consentita solo per fini terapeutici e procreativi e non
a fini sperimentali di ricerca considerati pericolosi e costosi, è vietata la selezione eugenetica, vi è
il divieto alla brevettazione di biotecnologie, l'uso degli embrioni deve essere eliminato quando si può
fare ricerca sulle cellule staminali.
I fautori del "SI"
Si rileva che gli scienziati, d'accordo sullo sviluppo della biotecnologia, vedono le sue possibili conquiste come
modalità per risolvere problemi differenti nel mondo, senza nemmeno cercare al momento della riflessione
altre vie per affrontare questi problemi.
Ad esempio Maurizio De Tilla - Coordinatore della Fondazione Veronesi - dopo aver analizzato il problema
della sovrappopolazione mondiale, della possibilità di disastri biologici e della scarsità di risorse,
risolve il tutto con l'utilizzo delle biotecnologie; Gilda Ferrando - Ordinario del diritto privato Università
di Genova - dopo avere affermato che le cause della sterilità e dell'infertilità (in costante
crescita) possono essere di natura fisica, ma anche di natura psicologica ritiene valida come unica possibilità
per superare queste difficoltà, ancora una volta la biotecnologia e non le vengono per nulla in mente altri
percorsi, tra cui una vita sana sia dal punto di vista alimentare ed ecologico sia dal punto di vista emotivo e
della realizzazione dell'essere.
Chi è d'accordo sulla biotecnologia è portato a sopravalutare i risultati nel campo delle ricerche
biotecnologiche.
Anche a sinistra si rilevano dubbi sull'idea che bisogna procreare a tutti i costi, anche utilizzando la legge,
in questo modo si tralascia l'attenzione ad una vita sana, nella salute e mentale e non si tiene conto, adeguatamente,
della possibilità dell'adozione o dell'affidamento.
In un'altra concezione della legge si sarebbe potuto (almeno) considerare:
· Di arrivare ad una nuova legge previo un percorso d'analisi (Convegni di studio, pubblicazioni) considerando
prima i punti su cui vi può essere maggiore accordo
· Le coppie fertili, ma con malattie genetiche che oggi non possono accedere alla procreazione assistita
· Si sarebbe potuto considerare la fecondazione eterologa
· Si sarebbe potuto considerare l'utilizzo degli embrioni non più vitali
****
In definitiva alla stesura della legge avrebbero dovuto
partecipare solo forze politiche e sociali che non hanno finalità differenti dal principio della legge,
ad esempio la chiesa e i partiti che si rifanno alla sua dottrina, AN, Fondazione Veronesi avrebbero dovuto essere
esclusi.
Sulla base delle varie analisi la legge dovrebbe essere variata per quanto riguarda la ricerca scientifica, solo
per quello che riguarda la procreazione assistita, ma con possibili ricerche sulle cellule staminali la ricerca
sull'embrione dovrebbe cessare, la fecondazione eterologa dovrebbe essere permessa, si dovrebbe eliminare il limite
di tre embrioni e l'obbligo di trasferirli e revocare il divieto del loro congelamento, cancellare la norma che
equipara i diritti dell'embrione con la madre. Occorrerebbe pensare che, forse, l'attesa della nascita di un bimbo/a
è la possibilità che venga data a chi già vive, alla madre, per una maternità più
dolce.
Piero Lanaro ( presentato da Simone Paolini)
pierolanarosorprendere.it (il sito è raggiungibile anche dai link del sito ilsale.net)
Bibliografia e altro:
- La fecondazione assistita - Riflessioni di otto grandi giuristi - Fondazione Umberto Veronesi Fondazione Corriere
della sera; supplemento al Corriere RCS 2005
- Comitato Scienza & Vita Opuscoli e Internet
- FISC - Federazione Italiana Settimanali Cattolici - Opuscolo
- Comitato per il Sì al Referendum - Nascere - Guarire - Scegliere
Sesso-mio sesso-mio
Non lo fò per piacer mio
Ma per dar un figlio a dio.
La moneta romana ammonisce con le sue due facce:
----Una poppa di nave veleggia insicure vie salate.
----La testolina fascinosa di Afrodite.
I pagani dicevano perciò: Capita aut Navim e sempre speravano in quella breve testolina che e chè
.......... quod brevis caput quod pulcra clunes.
Bellissime son le donne callipigie, com'è apostrofata la stessa divina Afrodite, mentre bruttissime sono
quelle sculate, sculate come una scimmia.
Simonide volge questa verità, in poetici giambi, e ne guadagna imperitura fama.
Eraclito conferma, sapienzalmente, che la più bella delle scimmie è orrida-aiskoV rispetto all'uomo
.......... uomo che, quantunque dottissimo-sofotatoV , è scimmia rispetto a dio.
Un sospiro (sub-spiro) di profonda sostanzialità (sub-stantia) ozonica turò le narici di quanti già
erano rimasti assordati da una frustante nenia-rimata:
Sesso-mio-sesso-mio-----non-lo-fo-per-piacer-mio-----ma-per-dar-un figlio-a dio.
Questa è la vera Morale-sacra, pazienza se al contempo il costume divenne legalizzato, legalizzato in
legge e vi attacca ancestrali incesti, se non addirittura necrofilie pari a quelle viste da Erodoto............
i mummificatori furon scoperti abusare di una giovine morta, loro consegnata per mummificarla, -era ancor calda-
.
E se La via in giù e la via in sù sono la stessa via......., Giovenale vede morti scendere
in cielo.
Miglior vista è forse quella di Lucillio: Astrologo Aullo, salisti sì in cielo, ma rimani ignorante.
L'ignorante-ricco perdipiù bela................ credeva Diogene che l'ignorante-ricco è come una
Pecora-dal-Vello-d'oro.
Ma quale ignoranti saprebbe mai ripercorrere i precetti-del-clericalesimo per istintivo-intuito?
Un ignorante alla lettera, posto di fronte al dilemma se i Predicatori o i Minori ritenessero latreico il Sangue
di Cristo, indovinerebbe mai? I Predicatori, al contempo diUssiteggiavano, i Minori, al contempo diTurcheggiavano,
.............. esso-lui starebbe deArabizzando?
O stupirebbe e basta, senza prima finire nelle capienti mani di medioevali Domenicani.
Alcuno Indotto sceglierebbe allora di studiare illuminanti testi sacri, ma non il Corano.
Altri sceglierebbe più piane sottomissioni alla volontà divina, evitando però l'Islam.
Altri ancora leggerebbe Girolamo che L'ignoranza piuttosto che la scienza ne conduce a Dio, eppoi capirebbe
che quest'era il dotto S. Agostino, perchè l'altro aveva asserito che Ignoratio scriptorum, ignoratio
Christi est......... nesciti scripturas, nescitis Christi........... asserzioni fatte girando un girarrosto-volvente
i volumi dell'odiato Cicerone.
Mentre il clericale-Vico accenna, timido, a Vescovi capaci di firmare solo con Segno-di-croce.
Mentre aleggia Onorio-III-papa, costretto ad allontanare-dimettere-scacciare financo i "Vescovi rozzi di grammatica".
Mentre ancora Nasrudin perde metà della vita per esser ignorante di grammatica e ne ride, ride del sapientone
che sta perdendo tutta la vita: non sa nuotare mentre la barca affonda.
Ignorante è Scarmentado che non sa decidersi per il montone-bianco o nero-montone, lui che avrebbe preferito
gustarne uno Tenero. Ignoranza che gli costò cara e dandanica, cioè bastonifica o sceptrica ..........
sinonimi vari delle legnate.
Bastonate seguite a scelte varie, scelte libere, alle quali segue però poi la punizione fitologica.
Foucault parla-scrive di cittadini-rifugiatisi-nella-follia condotti a spasso come pecorelle da pastori-frati
armati di bastoni, e documenta furiose bastonature effettuate dai frati-pastori.
Non paiono certo filo-clericali queste argomentazioni, nè sono oscurantistiche cioè diffusive di
falsità, nè sono nuove: è più facile dire cosa non siano che non cosa possano valere.
A noi valgono come ALCUNI presupposti.
Presupposti alcuni che ci favoriscono riflessioni ed affinità verso le medesime.
Dato che nessun INDICE ha relegato-regalato alla censura i Testi dai quali abbiamo attinto...... Dato che neanche
i MIGNOLINI possono-sanno stravolgere quanto appena accennato............... Dato che noi si propone non per convincere
ma solo per divertire o soffrire di meno............. noi ci si chiede come mai dicano OTTO per MILLE!
Matematicamente ha molta più significazione e corrispondenza UNO--PER--CENTO.
Un per cento è tantissimo, otto per mille....... pare un'inezia.
Vero pare anche che il rimanente-inattribuito dell'OTTO--PER--MILLE viene ridistribuito proporzionalmente tra le
varie mani tese.............. ecco-subito visto molto più verosimile quel già plausibile UNO--PER--Cento.
Noi, per noi, preferiremmo si pagasse il 99% e non il 100% onde quell'UNO sia miracolato in mani piuttosto che
.............. .
Anche questa considerazione è NON---INDICIZZATA, è mignolinizzata da quanti la tacciono, la minimizzano,
la quasi-confortano in cambio di.......... pretendendo magari che..........
Noi vediamo quei miserrimi servi della gleba che concedevano (concedevano!) le lor figlie o future mogli al JUS-Primae-Noctis
preteso dai sacerdoti e poi ceduto, per sopraggiunte problematiche, ai vari Signorotti del loro tempo.
Cedendo le loro care............ speravano in qualche dolce ricompensa? O speravano in legnate meno pesanti? ...........
Ma a che prezzo........ al costo di quale infamità.
Schiller vede il Suo-Tell balestrare una saetta sulla mela posta sul capo del figlio.
Schiller fa dire al Suo-Tell che anche all'insetto un aculeo fu dato.......... e Tell ha già nascosto
sotto la giubba la freccia-seconda da scagliare contro il balivo impostore.
A noi piace-convince più Tell che i servi di cui sopra.
Noi intendiamo le pretese di balivi e signorotti.
Noi vichianamente vediamo ricorsi storici che corrono su altre rotaie, ma che hanno mete consimili, percorsi parimenti
retti-ortodossi-logici-ieratici-velocissimi-ottimi-legalitarissimi.
A noi non convince, nè vi dormiamo la notte, e vi ripensiamo a mente fresca ogni mattina, ed ancora mai
abbiam trovato modo di accettare che alcuno possa mai godere di Un-Centesimo in più di quanto altro "paritetico"
possa pretendere.
Figuriamoci se possiamo stupire ascoltando una radio radicale la quale sentenzia, e fa il suo dovere, che dell'
otto-per-mille è stato evoluto in beneficenza circa 700 milioni di euro........
con l' otto-per-mille hanno incassato 9 miliardi.
Forse altre certificazioni diranno-daranno martirizzeranno, cioè testimonieranno, altre percentuali............
altre, altre più plausibili più-o-meno-stridenti................. stridenti?................ a noi
un sol centesimo, obligatoriamente lor dato, ci disturba e ci annoia.
Noi si odia la servitù ed i servi .............. e quest'odio-avversione è pari a quello che proviamo
per tal Paola, Paola che pretese ingravidazione della figlia onde partorisse una vergine ............ che vergine
rimanesse nella sua vita di clausura........ Paola, Paola che tanti chiacchierarono proprio mentre chiaccheravano
di Girolamo. A questa spiritualità poi il Grande-Abate-Abelardo, pedofilo, s'ispirò ingravidando
Eloisa, la futura badessa, già madre di Astralabio, vissuto con clericali prebende corporative-aliqua nobiilum ecclesiarum-elargite dall'amico Abate Pietro.
Stelio
Via B. Croce, 108, 65126 - Pescara. Via Valera, 4, 66100- Chieti
Scheda progetto - Acqua per il Burkina Faso.
Il progetto si propone e intende attuare un intervento di natura agricola al fine di migliorare le condizioni di
vita della popolazione, agevolando l'accesso all'acqua per l'uso personale e per l'irrigazione attraverso la costruzione
di pozzi d'acqua, nel rispetto ambientale, e nell'obiettivo di una autosufficienza alimentare.
a) Obiettivi generali
Gli obiettivi generali sono:
- migliorare le condizioni socio-economiche della zona attraverso la realizzazione di colture da reddito e fornendo occupazione soprattutto a donne e giovani;
- promuovere lo sviluppo economico, l'associazionismo e la micro-impresa individuale nel rispetto della cultura locale e con attenzione agli indici di produttività e redditività;
- aumentare le produzioni alimentari della zona;
- migliorare le condizioni nutrizionali e sanitarie nonché le condizioni economiche dei gruppi interessati attraverso la commercializzazione dei surplus produttivi;
- diminuire i disagi legati alla carenza idrica.
b) Obiettivi specifico
Il progetto prevede il coinvolgimento di donne e giovani.
- L'obiettivo specifico è la valorizzazione di un bas-fond (piccola tenuta) attraverso il suo utilizzo anche nel periodo di stagione secca e la diversificazione delle produzioni agricole con l'introduzione di colture orticole e costruire pozzi per l'irrigazione del sito interessato dal progetto e in punti strategici del Dipartimento per consentire a tutta la popolazione l'uso dell'acqua.
c) Attività
Le attività previste nel progetto:
- allestire due perimetri irrigui pilota di 1,0 ha ciascuno in prossimità di un bas-fond del Dipartimento, già individuato, pari a 80 parcelle individuali da 250 metri quadrati ciascuna;
- installare in ogni perimetro irriguo pozzi per il pompaggio dell'acqua (il numero è da definire, è in atto lo studio di fattibilità sul territorio);
- mettere a coltura i perimetri irrigui con colture orticole di contro-stagione utilizzando l'acqua prelevata dai pozzi;
- in un secondo tempo organizzare la produzione agricola (formazione e assistenza tecnica). Per quanto riguarda questa tematica, per la provincia di Chieti, andrà coinvolto il Cotir di Vasto e associazioni professionali competenti.
- organizzare la commercializzazione dei prodotti (assistenza tecnica); è prevista con altri progetti la possibilità di micro-credito. (progetto in accordo con BNL e credito locale per micro-prestiti). Utilizzare, altresì, le associazioni di Commercio Equo-Solidale esistenti sul territorio provinciale.
Il progetto base necessita di 30.000 euro iniziali. Sono previsti contributi provenienti da feste (es. "Festa
dei Diritti" della CdL di Chieti), da donazioni private e da istituzioni varie.
Il progetto è concordato con il Presidente della Corte Costituzionale (Settore sociale) del Burkina Faso
(ex Alto Volta) : Poda Train Raymond, e con il Prefetto del Dipartimento di Tiankoura (dove sono localizzate le
iniziative): Méda Paoter Patrice. Saranno queste istituzioni a garantire lo svolgimento regolare dei progetti
e la verifica in loco.
Il coordinamento viene effettuato in Italia con la collaborazione dall'Ambasciata del Burkina Faso.
Il coordinamento del progetto è effettuato dalla ONG PROGETTO SVILUPPO Abruzzo della CGIL sotto la direzione
del prof. Antonio D'Orazio. (Cell. 348.3420533)
Il progetto di raccolta fondi, si svolgerà anche nell'ambito della "Festa dei diritti"
della CdL di Chieti, che si terrà l' 8/9 luglio a Francavilla a Mare, con tavola rotonda internazionale
e festività varie. Verrà altresì proposto un "gemellaggio solidale" tra i comuni
della Provincia di Chieti interessati e quello di Tiankoura.
Chieti, 22 giugno 2005
| Il Segretario di Progetto Sviluppo Abruzzo Ong Antonio D'Orazio | Il Segretario Generale CGIL di Chieti Michele Marchioli |